Gli affreschi di Palazzo Capponi sul Lungarno a Firenze non escludo abbiano amplificato al sensazione di piacere nel degustare Terlaner Sauvignon Blanc 1991.
Ricentrata su papille ed esperienza gustativa, posso dire con certezza che il vino ha meritato di rimanere impresso anche lontano dagli affreschi. D’altronde la cantina, fondata ai tempi dell’impero austro-ungarico, punta sulla longevità dei suoi bianchi, che propone in ‘pacchetti’ di 10 annate dato che per ogni annata conserva settemila bottiglie.

Rivolgersi a Terlano per le vecchie annate vuol dire avere dieci annate a disposizione per ogni etichetta, annate che prendono forma grazie a vigne di 30/40 anni. Terlarer Sauvignon Blanc 1991 è cremoso, profondo con un accenno agli idrocarburi, bilanciato dai fiori di sambuco. Quanti zeri ci saranno sul vostro potenziale ordine non lo so, la domanda è stata posta in degustazione e la risposta è stata glissata. Però dei vini bianchi dinamici, complessi, che non ti travolgono con l’alcool potrebbero anche valere una follia.