Taste a Firenze: molti espositori ma più puntato verso i buyer8 min read

L’immagine fresca e dinamica di Taste ogni anno invita a una passeggiata tra i suoi stand ordinati e colorati, che nel 2026 ha contato 810 espositori: una crescita numerica importante in pochi anni (538 espositori nel 2023). Un numero che forse ha sacrificato per questioni di spazio il market interno che dava la possibilità di acquistare i prodotti degustati tra gli stand, una piacevole conclusione spinta anche dall’emotività dell’incontro con prodotti e produttori. 

Nel 2026 l’acquisto era previsto solo online e solo per le aziende che avessero aderito all’iniziativa. La sensazione è che l’evento si sia sbilanciato verso i buyer. Insindacabile come scelta soprattutto in tempo di crisi, eppure da italiani innamorati del gusto e della scoperta ci è mancato tornare a casa con la shopping bag marchiata Taste e tante cose nuove da godere con amici e familiari… e meno male che la Cucina Italiana è entrata nel Patrimonio Unesco proprio per l’aspetto conviviale. 

Dopo la malinconica premessa vogliamo condividere qualche assaggio che Barbara Amoroso Donatti e Sandro Bosticco hanno fatto durante l’evento. Fil rouge della selezione: la curiosità.

I Vini Eroici di Taste 2026

Anche il vino ha ormai conquistato uno spazio tra molteplici tipi di prodotti di Taste, con un padiglione ad hoc dedicato ai Vini Eroici, intesi come vulcanici o coltivati in zone faticose, dove la terra sembra ancora più bassa di quello che è.

Per verificare quanto l’eroismo si manifesti nella varietà di gusti, non c’è di meglio di un vitigno in teoria prevedibile come il Vermentino. Qui abbiamo trovato espressioni individuali e sofisticate, da luoghi e vigneti che evidentemente ne influenzano fortemente il carattere. La Tenuta Baccalamanza di Capoterra (CA) ne offre una versione dal particolare allungo gustativo e dalla persistenza fine. Anche i due cru degli spezzini Colli di Luni firmati da Arrigoni, Vigna Prefetto in Arcola e Cascina dei peri in Castelnuovo Magra, esprimono il vitigno in sottili, godibili declinazioni. 

Certe aziende che abbiamo incontrato fra gli “eroici” godono di un prestigio storico oltre che geografico. I vini di Marisa Cuomo assaggiati hanno confermato allo stesso tempo eleganza e piacevolezza di beva, sostenuta quest’ultima da notevole vena sapida. Altre etichette apprezzate non da ora sono quelle di Dri il Roncat di Ramandolo, la frazione comunale di Nimis (UD) che dà nome alla DOCG con il Verduzzo. Ben tre le versioni, ognuna con la sua personalità e la sua ragion d’essere.

Tappa anche da Toscani, la cantina della costa della nostra regione del famosissimo fotografo italiano Oliviero Toscani scomparso nel 2025. Il Syrah è senza dubbio il vino che più ama lavorare questa cantina e noi abbiamo assaggiato Lumeo, la sua versione affinata in Anfora, che risulta più delicato al naso rispetto ai ‘cugini’ in acciaio e legno, ma con una bocca particolarmente complessa ed elegante. Un saluto anche a Cembra Cantina di Montagna dove un rapido assaggio al loro Pinot Nero è stato per il piacere di ridegustare questo vino elegante e corale. Un progetto nuovo che ha stuzzicato la nostra curiosità, quello di Mike Dalto di Follina (Treviso), con il suo Metodo Ancestrale a base di Bronner: profumato, equilibrato,citrico, fresco, pieno nel gusto.

Non potevamo lasciare il padiglione eroico, per quanto attratti da un’infinità di altre delizie dentro Taste, senza fermarci sull’Etna delle Cantine di Nessuno. Anche qui la forza eroica non è esibita, come quando il ballerino nasconde la tensione e sfoggia eleganza. Due bianchi slanciati ma ricchi di lascito aromatico sono apparsi come l’espressione del migliore Carricante, in purezza o quasi, dal versante orientale del vulcano.

Scesi dagli Eroi verso i comuni mortali ci siamo fermati nel mezzo fra i Santi passando da Pieve di Campoli, una cinquantina di ettari fra i comuni di San Casciano e San Donato in Poggio. Attratti dall’annunciata anteprima del loro Vin Santo Occhio di pernice, in realtà siamo rimasti incantati dalle altre due etichette di Vin Santo “bianco”, pur assaggiate in precedenza: una scelta rara e azzeccata per carattere organolettico non solo eccellente ma anche diversificato attraverso l’origine delle uve. Con residuo zuccherino diverso ma non troppo: ci è tornata alla mente l’offerta regionale di qualche decennio fa, con diatribe feroci alla toscana se il “vero” Vin Santo dovesse essere dolce o secco, quest’ultimo poi progressivamente quasi estinto.  

Dal fermentato all’aceto balsamico

Facendo un percorso decisamente inverso, e non essendo appassionati di vini dealcolizzati, abbiamo scoperto una bevanda sostenibile, diversamente dal suo cugino che porta il nome vino senza meritarlo, biologica profumata e sana essendo prodotta da fermentazione di barbabietola. Il progetto si chiama Feral e ha origine a Mezzolombardo in Trentino. La bottiglia ammicca chiaramente a un’alternativa enologica, e si propone non solo come bevanda dissetante durante il pasto o l’aperitivo, ma come un prodotto da abbinare a tavola, nelle due alternative bianche e rosso, con schede tecniche che riportano temperatura di servizio e note sensoriali. Pare che piaccia anche ai bambini, oltre che agli stellati che vogliono offrire qualcosa di non alcolico ma glamour, Noi abbiamo trovato molto divertente il fermentato di barbabietola bianca con luppolo e pepe di szechuan, per questa ricercatezza nelle botaniche. Anche sul prezzo se la gioca molto bene con i vini dealcolizzati: €19 la bottiglia da 750 ml.

Facendo un ulteriore passo a ritroso, dopo il vino, la bevanda fermentata sana e complessa, ci siamo concessi una tappa a La Via del Tè: tè di qualità, con un’immagine curata che propone un tema diverso ogni anno, unita alla capacità di prendere il gusto di questo prodotto che può risultare complesso esattamente come il vino, più facile per i non addetti ai lavori. Nel 2026 la sua linea è dedicata a La Signora delle Camelie il libro di Alexander Dumas, e noi abbiamo assaggiato il tè dedicato a Marguerite una miscela di tè verde di Giappone e Cina dal profumo di Fragolina pesca e lime. Ma chi preferisce altri personaggi del celeberrimo romanzo, può scegliere anche tra Emma e Gabrielle. 

Facendo un salto spaziale stile Enterprise e tornando a gradi alcolici più prepotenti, la tappa alla distilleria friulana Domenis1898 ci ha regalato una delle cose più divertenti del mondo della grappa degli ultimi anni, ovvero il formato fialetta delle sue grappe Bianca, Nera e Riserva.  Solo 5 ml per 50% vol. di grappa di grande qualità, acquistabile in pacchetti che assomigliano a quelli delle sigarette, con un costo medio di circa €13 (per 10 fialette), ma soprattutto in una quantità tale, inteso per fialetta, da non toccare parametri che possano mettere a rischio la patente. Ministro Salvini stia tranquillo

Passando invece al tema condimenti, diversi gli espositori di Aceto Balsamico di Modena e Reggio Emilia, un prodotto che da anni il turismo internazionale ha sicuramente spinto fuori dai confini regionali. Noi ne abbiamo incontrati due, uno dall’immagine storica ovvero quello di Acetaia Giusti, e quella Pop de Il Borgo dell’Aceto Balsamico. Se per Giusti parliamo di 17 generazioni di produttori, una famiglia ancora alla guida dell’azienda di Modena, e 420 anni di tradizione. Due progetti che ti seducono in modo completamente diverso. La qualità? Ottima in entrambi i casi.

Non abbiamo solo bevuto e ci siamo soffermati da Gardini Cioccolato d’Autore per assaggiare una vera chicca, un cioccolatino con un ripieno di formaggio di fossa e un contributo di Albana di Romagna passito, qualcosa di potente da pronunciare a voce, eppure delizioso per il suo equilibrio sapido in bocca, che ti ricorda come anche il cioccolato sia un mondo a sé stante, appagante, gratificante, sinonimo di piacere.

Vergini Extra

Fa piacere constatare in una manifestazione del genere la presenza di extravergini di valore indiscusso, in ascesa numerica rispetto alle edizioni precedenti. Si tratta come prevedibile  di aziende di dimensione importante nel mondo degli EVO di qualità superiore, ma erano  significative anche le presenze affiancate di UNAPROL e del Consorzio IGP Toscano con una rappresentatività più ampia. In particolare UNAPROL, oltre alle masterclass, ha offerto in assaggio libero diversi oli di rilievo a livello nazionale. Solo qualche anno fa i produttori non toscani a Taste erano davvero pochi, a questo punto invece ci è stato possibile fare un bel giro d’Italia.

Chiudiamo con un must degli appassionati di cantuccini toscani, i biscotti di Antonio Mattei, con le sue confezioni blu perfettamente riconoscibili, nei negozi toscani, negli aeroporti internazionali, nelle gastronomie di alto livello, Mattei è uno di quei prodotti comfort, confermate nel tempo, di quelle cose che come copertina di Linus potresti acquistare anche solo per il gusto di sentirti a casa.

Articolo a due firme: Barbara Amoroso Donatti e Alessandro Bosticco

Redazione

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