Quando la realtà supera la fantasia1 min read

Che l’immagine della donna venga usata per vendere di tutto, dall’ago all’elefante, è cosa risaputa. Anche il mondo del vino non è certo esente da questa tipologia di marketing, che ha portato in passato a veri e propri autogol di buongusto come il manifesto  friulano dove una ragazza di colore, nuda, inneggiava ai (vini) bianchi regionali.

Ma la foto che mi  è stata spedita qualche giorno fa merita in assoluto il premio “Buon gusto ed intelligenza” 2010. Capisco che una pubblicità debba colpire ma questa tramortisce!

Non trovo parole per commentarla. In verità le troverei ma non credo sarebbero pubblicabili. Sarebbe interessante invece avere da voi molti commenti (ovviamente pubblicabili).

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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0 responses to “Quando la realtà supera la fantasia1 min read

  1. sconcertante! E dire che é anche un buon produttore, ricordo un Montepulciano Cerasuolo di eccellente livello… Stupisce e intristisce che debba ricorrere a mezzucci del genere per farsi notare…

  2. LEPORE.
    facciamo il nome del produttore, cosଠè contento.
    se si vergognasse di fare speculazioni sulle donne, non avrebbe stampato i mega manifesti, no?

  3. LEPORE.
    facciamo il nome del produttore, cosଠè contento.
    se si vergognasse di fare speculazioni sulle donne, non avrebbe stampato i mega manifesti, no?

  4. Per come la vedo io riceve una pubblicità  inversamente proporzionale all’intelligenza di chi legge.

  5. Un produttore assolutamente sincero, che dichiara senza alcun pregiudizio quali profumi e quali sapori cerca nel suo vino ideale. Quand’ero adolescente io, rimasi un po’ scioccato dal buon Gino nazionale che commentando uno Champagne disse che aveva il profumo di… (lo sapete benissimo percio’ non lo ripeto), suscitando scandalo in altri. Eppure era vero. La verita’ e’ anche nuda, anzi soprattutto nuda. E non sempre di cattivo gusto. Come la pubblicita’ dell’olio solare Coppertone, con il cagnolino che toglie quasi il costumino a una bambina, o come il favoloso lato B della pubblicita’ della biancheria intima Roberta. Che pero’ erano senza parole. Qui e’ il testo semmai che non ci azzecca per nulla, anzi e’ deleterio perche’ squalifica una grafica che da sola non sarebbe stata giudicata affatto di cattivo gusto.

  6. a proposito di volgarità  c’è già  comunque il volgarissimo esempio di un vino di proprietà  di un furbacchione industriale della GDO, osannato e idolatrato come un santo etico e illuminato… il vino? comincia per Ph

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