Primitivi di Gioia altissima qualità in piccoli numeri1 min read

Pochi territori come quello che fa riferimento al Primitivo  DOC  Gioia del Colle possono vantare una concentrazione così numerosa di aziende che producono vini di altissima  qualità. Viticoltura emergente fatta di piccoli numeri ma di grande qualità.
Polvanera 16 2005 dell’omonima cantina di Acquaviva rappresenta bene questa realtà. Primitivo  di spessore con profumi intensi e complessi di  gelsi neri, more, cioccolato, tabacco ed incenso. In bocca letteralmente esplode con progressiva intensità sino ad un finale lunghissimo dove i tannini fini e setosi  trovano la loro esatta collocazione.  Chiaromonte Riserva 2006:  ecco un altro fuoriclasse, un Primitivo dalle marcate radici territoriali. I profumi dopo una piccola attesa fuoriescono con complessità marcando sentori di piccoli frutti  neri ed elegante rovere. In bocca mostra un frutto maturo, fresco,  di grande e naturale concentrazione che ancora darà molto in futuro, stando all’acidità e alla  trama tannica fine e dolce. Stesso grande livello anche per  il Pietraventosa Riserva 2006  il Primitivo della giovane cantina di Gioia. Polpa succosa,  tenore alcolico bilanciato da una bella  acidità e trama tannica finissima ed un finale, a richiamare il territorio, di quasi sapidità.

 

 

 

 

 

Per gentile Concessione del Corriere del Mezzogiorno

Pasquale Porcelli

Non ho mai frequentato nessun corso che non fosse Corso Umberto all’ora del passeggio. Non me ne pento, la strada insegna tanto. Mia madre diceva che ero uno zingaro, sempre pronto a partire. Sono un girovago curioso a cui piace vivere con piacere, e tra i piaceri poteva mancare il vino? Degustatore seriale, come si dice adesso, ho prestato il mio palato a quasi tutte le guide in circolazione, per divertimento e per vanità. Come sono finito in Winesurf? Un errore, non mio ma di Macchi che mi ha voluto con sé dall’inizio di questa bellissima avventura che mi permette di partire ancora.


ARGOMENTI PRINCIPALI



LEGGI ANCHE