Plötzner, il bianco che racconta Sankt Pauls da quarant’anni1 min read

 

Con l’annata 2025 il Pinot Bianco Alto Adige Plötzner festeggia la sua quarantesima vendemmia e conferma di essere molto più di un’etichetta simbolo. E’ il racconto liquido di Sankt Pauls e della sua comunità viticola.

Nato nel 1986 da un’intuizione dell’allora enologo Valentin Spitaler, il Plötzner ha scelto fin dall’inizio la strada dell’altitudine e della precisione. Oggi le uve arrivano da circa 8 ettari distribuiti tra i 520 e i 670 metri, sui versanti orientali ai piedi del Monte Macaion, sopra il paese di San Paolo. I suoli morenico-calcarei di origine postglaciale, poveri e drenanti, insieme alle forti escursioni termiche e ai venti della Mendola, costruiscono un profilo che ha fatto scuola per il Pinot Bianco rappresentativo dell’Alto Adige.

Cantina Sankt Pauls, storica cooperativa fondata nel 1907 e oggi sostenuta da 190 famiglie, ha trovato in questo vino il proprio interprete più fedele, non a caso il Pinot Bianco rappresenta il 16% della produzione aziendale.

L’annata 2025 non è stata semplice. La maturazione accelerata ha compresso i tempi di raccolta: tra i vigneti più bassi e quelli più alti appena 3-4 giorni di differenza contro i consueti dieci. Una gestione che ha richiesto precisione chirurgica.

Nel calice il Plötzner 2025 si presenta luminoso, di giallo paglierino cristallino, al naso mela verde, pera e pesca bianca, fiori di campo e leggere sfumature erbacee. Bocca tesa, dinamica, giocata più sulla progressione che sul volume, acidità vivace, tessitura minerale sottile ed un finale sapido che richiama immediatamente il sorso successivo.

Letizia Simeoni

Beata la consapevole ignoranza enologica. Finchè c’è ti dà la possibilità di approcciarsi alla conoscenza! Prosit.


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