Da vecchie vigne terrazzate di sangiovese e trebbiano, imbottigliato in dame da 1,5 litri a rievocare un po’ la magnum e un po’ il bottiglione del nonno.
La crisi del vino non è solo una questione di calo dei consumi o di prezzi esorbitanti; è il sintomo del collasso di un sistema che ha smesso di riconoscersi come filiera.
La degustazione lunga trent’anni nacque in un momento particolare per me, per tanti altri amici e per il vino italiano, ha vari padri putativi e mi sembra giusto citarne tre: Nick Belfrage MW, Arcigola (Ora Slow Food) e naturalmente la Tenuta di Capezzana.
Il Grave Mora nasce nel 2003 e segna l’evoluzione del pensiero enologico dell’epoca in cui molti produttori di rossi guardavano ad una leggera (o pesante) surmaturazione delle uve e all’affinamento in barrique.
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