Lugana 2025: risultato positivo ma alcune domande sorgono spontanee3 min read

Quest’anno gli assaggi dei Lugana 2025 ci hanno dato molto più soddisfazione dello scorso anno, quando nei bicchieri avevamo la vendemmia 2024. Di questo siamo molto contenti ma un po’ sorpresi  perché la vendemmia 2025 non è stata poi, nei fatti, molto meglio della 2024.

Ma il Lugana è un vino che riesce a stupire anche grazie ad una bravura, ormai consolidata, in cantina che si affianca e qualche volta supera quella in vigna.

I profumi della turbiana: intensi, netti e molto diversi, pure troppo!

Prendiamo per esempio i profumi della turbiana, uva non certo aromatica o semiaromatica: nonostante ciò spaziano da gamme di frutta bianca matura (pesca e albicocca in primis) a sentori agrumati dove melone ma soprattutto pompelmo si impongono con forza. In qualche caso si arriva a note vegetali molto fresche e accattivanti, per non dimenticare sentori floreali spesso intensi e piacevolissimi e aromi speziati motlo particolari. Quindi una gamma molto vasta che sicuramente, nei vini del 2025, può soddisfare ogni tipo di naso. Quando invece si incomincia ad andare qualche anno indietro subentrano note minerali e di idrocarburi  che diventano sempre più potenti mano a mano che il tempo passa. Gamme complesse e nette, assolutamente piacevoli (non per niente il mercato le premia anno dopo anno) che però ci fanno sorgere la domanda di quale siano realmente gli aromi primari della turbiana, perché in queste vaste gamme aromatiche qualcuna esclude automaticamente l’altra.

Per esempio nei 2025 abbiamo sentito tutte queste gamme declinate in maniera diversa in tanti vini, ognuno dotato di una sua netta piacevolezza che in qualche caso però cozza con l’idea che abbiamo di un vitigno come la turbiana, cugino del trebbiano e parente del tocai, quindi di due vitigni non certo aromatici.

Però il risultato finale dal punto di vista aromatico è comunque molto positivo e aldilà delle nostre più rosee previsioni.

I Lugana al palato: bella struttura e potenza ma forse qualche grammo di zucchero residuo di troppo

E molto positiva e piacevole è anche il Lugana al palato, con una potenza e concentrazione veramente importante per un bianco di annata. Anche qui però non possiamo non prendere in considerazione una caratteristica che il vino ha da sempre e che il disciplinare permette ampiamente: Infatti  per il disciplinare di produzione il Lugana può essere da “secco ad abboccato” e quindi partire da 4 gr ( ma anche molto meno) di zuccheri residui per arrivare almeno fino a 12.

Questa possibilità aiuta moltissimo i produttori in annate complesse perché lo zucchero (attenzione, residuo, mai aggiunto) rende il vino più rotondo, armonico , piacevole. Naturalmente ci vuole anche un equilibrio con la componente acida e in questo i produttori del Lugana sono bravissimi : infatti ben pochi 2025 ci sono sembrati troppo rotondi o “sdolcinati”.  Mano a mano che assaggiavamo i 2025 , i Superiore e le Riserva ci rendevamo conto di come il mercato ami questo vino che ha caratteristiche di estrema piacevolezza aromatica e facilità gustativa. Ormai quando dici Lugana pensi ad un vino rotondo e armonico, anche se noi continuiamo a preferire quei Lugana meno opulenti, più fini, eleganti , sottili ma non leggeri.

La riprova è il fatto che i Nostri Vino Top  (4!)sono andati anche a vini molto meno morbidi e rotondi della media.

Ma comunque uno la pensi dobbiamo certificare che i Lugana 2025 sono molto buoni e quelli di annate precedenti molto meno  marcati dal legno rispetto a qualche anno fa. Un quadro quindi positivo anche se noi ci dichiariamo amanti dei Lugana dove la turbiana e la mano dell’uomo portano a vini secchi, eleganti con profumi meno marcati e più riconducibili al vitigno.

Peso esagerato delle bottiglie: ormai ingiustificato!

Naturalmente non potevamo chiudere l’articolo senza parlare dell’eccessivo peso delle bottiglie: in un mondo dove ormai la sostenibilità è anche valore commerciale usare bottiglie da 600-700 grammi e addirittura da un chilo è assoluta miopia e dimostra anche scarsa fiducia nel proprio vino, che ha bisogno di una bottiglia pesante (ricordate ogni grammo di vetro prodotto immette nell’aria un grammo di CO2) per poter vendere. Sempre più mercati vogliono bottiglie leggere sotto i 500, addirittura 420 grammi e su questo punto il Lugana è lontano anni luce dall’idea di sostenibilità reale.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


LEGGI ANCHE