Le prossime incredibili e innovative manifestazioni sul vino5 min read

Dopo Vini naturali, Vini veri, Vini audaci, Vini brutali, Vini selvaggi, Vini franchi, Vini crudi, Vini nudi, Vini corsari e chi più ne ha più ne metta l’escalation di manifestazioni enoiche dai nomi fantasiosi (per essere buoni) non si ferma più.

Crediamo sia il caso di selezionare con attenzione a quale partecipare e quindi noi di Winesurf vi presentiamo qua sotto  le più interessanti e innovative  manifestazioni enoiche dei prossimi mesi.

Vini Verticali. Parete nord dell’Eiger, Berna

Questa manifestazione non ha bisogno di spiegazioni. I vini verticali fanno ormai parte del corredo di aggettivi quotidiani che ogni degustatore ben nato porta con sé. La particolarità  è data dalla location, che risponde sia a criteri di naturalità assoluta sia naturalmente ai criteri di selezione dei partecipanti. A questo punto vi sono ben 118 iscritti tra cui Ulrike Messner, nipote del famoso alpinista, che presenterà il suo Bianco Yeti da uve PIWI allevate su la Mer de Glace a cordata doppia.

Grant Wood, American Gothic.

Vini Austeri. Kollegio degli Skolopi Austeri, Austerliz

Manifestazione importantissima ma praticamente a porte chiuse. Potranno partecipare solo degustatori realmente austeri, che non ridono da dodici anni, hanno la barba lunga almeno 30 centimetri (anche le donne) commentano i vini citando frasi di Meister Eckhart e soprattutto non usano mai termini come “Buono, rotondo, piacevole”. La manifestazione è famosa anche per il buffet composto da un’oliva, di cultivar diversa ogni anno.

Mary Evans, ritratto di De Sade

Vini sadici. Museo della Tortura, varie sedi

Manifestazione particolarissima in quanto si tiene in varie città, tutte quelle che ospitano un Museo della Tortura. Vi partecipano produttori che non solo fanno vini cattivi dentro, ma si divertono a vedere la faccia del povero degustatore al momento dell’assaggio. Vigneron di punta di questa corrente oramai sdoganata è Aureliano Perfidus, che con il suo famoso Gatto a nove code,  da uve mal-vasia, riesce sempre a sferzare la gola del degustatore.

Vinòculo. Aula Magna Centro Lazzaro Spallanzani. Roma

Diventati di  moda solo recentemente i Vinoculati, rappresentano un modo di fare vino che non si limita a utilizzare lieviti autoctoni, ma va a produrre vino in zone particolarmente sensibili a malattie o a virus endemici, che rendono i vini (se sopravvivono) estremamente  longevi. Parteciperà, oltre al meglio della produzione europea con in testa  Dimitri Rattonin e i suoi Cernovin, anche la nouvelle vague dei produttori cinesi della promettente enclave di Wuhan. Naturalmente i vini verranno serviti in provette e degustati attraverso una mascherina-filtro utile a bloccare  i sedimenti microbiologici che, naturalmente, nessun produttore si sogna di eliminare.

Vini “assolutamente industriali”-Tavernello Pride. Sala coperta del Colosseo, Roma

Una manifestazione che ci voleva! Dopo il tanto atteso sdoganamento televisivo delle qualità del Tavernello questa manifestazione intende far conoscere e apprezzare tutti quei vini in brik, cartoni, bottiglioni da due  o più litri che hanno come caratteristica quella di costare meno di un euro.Finalmente liberi di bere senza pensare al prezzo che si paga”  è lo slogan di questa manifestazione che ha già visto l’adesione di centinaia di imbottigliatori da tutta Italia. Ci saranno anche produttori esteri, come l’australiana Cartoonwines, famosa per produrre vini in cartoni con sopra le immagini dei fumetti più conosciuti. In Italia alcune cantine stanno studiando la stessa cosa utilizzando come testimonial il famoso Superciuk, personaggio del tanto rimpianto fumetto Alan Ford.

Dulcamara e Nemorino nell’Elisir d’amore.

Vinchiappetto, sede da stabilire

Manifestazione  particolarissima e trasversale, a cui partecipano sia produttori che si autodefiniscono naturali e propinano con successo vini senza senso, sia produttori che si definiscono tradizionali  e cercano di camuffare prodotti scadenti attraverso bottiglie  pesantissime e packaging ammiccanti. Tra i partecipanti il famoso produttore naturale  Silvan O’mago, che ha creato il brand Noncesecrede e  che in tre anni  è passato da produrre 30 bottiglie per uso personale  a tre milioni di secchi di vino naturale, venduto proprio in questo contenitore in quanto “Si beve a secchi” è la pubblicità che ha fatto conoscere il marchio. Non passerà sotto silenzio anche  la partecipazione  della statunitense Body Building Wines, famosa non tanto per la qualità dei suoi vini ma  per le sue bottiglie (adottate anche da molte cantine italiane)  che devono essere spedite singolarmente ma in un cartone da sei. Hanno riscosso così tanto successo che l’AIS ha dovuto creare un corso per bodybuilder sommelier.

Vini musicali: Ridotto del Teatro La Scala di Milano

Chiudiamo questa carrellata di manifestazioni imperdibili con quella dedicata ai cosiddetti Vini Musicali, cioè nati da una viticoltura che ha la musica come parte integrante . Si rischia di rimanere senza parole davanti a questa nuova frontiera della viticoltura e infatti Richard Wagner sosteneva che “Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica”.  Questa forma avanzata di viticoltura prevede forme di trattamenti musicali sia “a raggiera” che “a pianta”: nel primo caso si piazzano degli altoparlanti in vigna e tutte le viti ascoltano la stessa musica, ma da qualche tempo prevale l’idea di un allevamento “di precisione” che prevede auricolari piazzati sui singoli grappoli in modo che la pianta possa scegliere la sua  o le sue musiche preferite. Capostipite di questa forma di viticoltura è Armanda Casadei, che in Romagna produce il famoso Liscio, sangiovese in purezza allevato con la musica del famoso zio. Ne ha provato anche una versione charmat, però ha  capito che il Liscio Frizzante non poteva andare.

 

Ringraziamo per le foto

Rottonara da Pixabay

Gagnonm1993 da Pixabay

Roland Steinmann da Pixabay

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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