Guida vini. Barbaresco 2020: annata decisamente buona, nonostante vari “intoppi”3 min read

L’annata 2020 per il Barbaresco è stata caratterizzata  da un inverno… per niente inverno. Quindi temperature più alte delle già alte registrate negli ultimi anni e scarsissime piogge. Questo ha portato però ad una partenza delle viti in anticipo rispetto ad altre annate e, andando avanti, ad un periodo di sviluppo- maturazione delle uve più lungo rispetto alle ultime vendemmie.

Quindi quelli che potevano essere (e sono!) dei problemi, cioè la mancanza di freddo e di riposo per la vite e la carenza idrica,  si sono per strada trasformati nella possibilità di far maturare più lentamente il nebbiolo, che ne ha bisogno come il pane per poter avere un struttura tannica armonica e di elevato profilo. Considerate che circa 200 giorni tra il germogliamento e la vendemmia si erano avuti recentemente solo nel 2019 e nell’ultimo ventennio nel 2001: due annate di quelle da ricordare.

Vigneti di Treiso

Un altro dato ha caratterizzato l’annata 2020, il Covid. Anche qui da una tragedia planetaria è probabile che la viticoltura a Barbaresco (e non solo) ne abbia tratto un certo giovamento, con i produttori costretti a stare a casa e quindi più propensi a seguire con maggiore attenzione i lavori in vigna.

Un terzo dato importante va preso in considerazione, anche se per fortuna crediamo abbia toccato solo di striscio Barbaresco: i nubifragi in Piemonte a inizio ottobre che sicuramente hanno creato un netto spartiacque tra chi ha vendemmiato prima del 2 ottobre (credo la quasi totalità, almeno a Barbaresco) e dopo.

Ci fermiamo qui per quanto riguarda la parte “esterna” della vendemmia 2020 per passare a parlare di quanto poi è entrato in bottiglia e arrivato a noi per gli assaggi.

La prima cosa da dire è che i Barbaresco 2020 hanno una qualità media molto alta, dimostrata anche dal fatto che più del 75% dei vini hanno raggiunto i nostri fatidici 80 punti (e noi, lo ripetiamo ogni volta, non spariamo punteggi come fuochi d’artificio) e 6 sono i Barbaresco classificati come Vini Top.

La cosa importante e in parte diversa rispetto a altre annate recenti è che la qualità si è spalmata più uniformemente tra le vigne più in alto e quelle più in basso, senza quindi quegli “scalini” che in vendemmie passate avevano nettamente favorito vigneti in quota.

Altra cosa importante è che i Barbaresco 2020 pur avendo ottima struttura tannica e, in diversi casi anche buona freschezza, sono vini da poter bere sin da subito, grazie anche a gamme aromatiche già ben marcate e da legni sempre meno “asfissianti”. La prontezza e la freschezza di diversi vini non li rende però inadatti al solito lungo invecchiamento anzi, crediamo che grazie ad una componente basilare dell’annata, che è l’equilibrio, molti vini potranno dare soddisfazione anche molto oltre i 10 anni a partire da adesso. Mediamente però pensiamo che la fascia di miglior bevibilità per l’annata 2020 vada dal 2025 al 2030.

In chiusura ci piace segnalare una caratteristica di tanti Barbaresco e cioè il prezzo veramente interessante e in qualche caso veramente basso (anche attorno ai 13-14 euro dalla cantina per l’Horeca) che rende questa denominazione estremamente appetibile per chi ama vini importanti da invecchiamento ma non vuole svenarsi.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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