Degustare vermouth è bello, parola di Elena Maffioli e… Etta James3 min read

Dopo aver parlato di Vermouth e del suo libro  Soul Vermouth (potete leggere l’intervista qui), abbiamo chiesto a Elena Maffioli di accompagnarci in una degustazione di vino aromatizzato, immaginando di calarci in un’atmosfera d’antan tra le nebbie piemontesi.

Il bicchiere è quello della nonna: basso e panciuto, perfetto per far arrivare i profumi al naso. Il Vermouth è appena uscito dal frigorifero (5° o 6° sono perfetti per degustarlo) mentre una scorza di limone lo aspetta nel bicchiere: l’arancia sarebbe troppo esotica rispetto ai tempi in cui è nato.

Immaginiamoci un bel caminetto acceso, profumo di legno, sentori di pipa, e il fruscio della puntina del giradischi che gira sul vinile in attesa di intersecare le note incise.

Elena Maffioli

Il primo a scendere nel bicchiere è il Vermouth Del Professore Classico, firmato dalla distilleria Quaglia, ‘figlio’ del Gerry Thomas Project (Cocktail Bar Romano) e Federico Ricatto. Vino bianco moscato langarolo e 15 spezie gli donano profumo di genepì, pino mugo e  vaniglia. La sua eleganza è composta da un naso amaro smentito da una bocca equilibrata mai stucchevole, piena e da una chiusura secca.

Siamo ad Alessandria,  più precisamente al Bar Vermutheria I Due Buoi, poco distanti da Tortona, terra del Timorasso, di cui vi abbiamo raccontato attraverso i vini della Signora del Timorasso, Elisa Semino, patron de La Colombera. Perciò Baldino, un Vermouth a base di Timorasso, non poteva mancare in questo assaggio.

Complesso al naso, con profumo di noce, nocciola, caramello. In bocca arrivano subito alcool e indole amara, per poi svilupparsi in qualcosa di salmastro, evocativo di un Porto. Piacevole la parte ossidativa percepibile alla fine. La freschezza del Timorasso scompare nella corposità degli aromi: un cubetto di ghiaccio e magari un formaggio particolare come il Montebore, visto che siamo in zona.

Etta james

At Last interpretata dalla voce avvolgente di Etta James inizia a suonare nel giradischi e l’etichetta stile coloniale di Bordiga fa capolino per la prossima degustazione, un Vermouth di Torino Rosso.

Profumi di legno, genziana e rabarbaro salgono dal bicchiere, completando l’eleganza che ci si aspetta da una distilleria che utilizza ancora l’alambicco a fuoco diretto. Meno profondo rispetto ai predecessori, è reso accattivante dall’amaro che si eclissa per dare spazio al dolce e rifà capolino alla fine, lasciando spazio all’identità della sua base vinosa, il Nebbiolo.

Etta canta dei giorni di solitudine giunti al capolinea mentre arriva il turno delle note di vaniglia del Vermouth by Carpano, un’antica ricetta dedicata alla spezia molto apprezzata negli anni ’40. In bocca richiama dolci napoletani come babà napoletano e pastiera, traducendosi in un bere caratteristico, corposo, quasi pastoso. Diluito regala emozioni più delicate senza snaturarsi.

In uno slalom tra ammiccamenti amarotici e sfaccettate sorprese gustative, è il turno del Dopo Teatro Cocchi, creato da Giulio Cocchi (la distilleria Cocchi è oggi della famiglia Bava: Roberto Bava è presidente dell’Istituto del Vermouth di Torino).

Perché Dopo Teatro? Perché nato per allietare la fine di uno spettacolo teatrale. Un vino aromatizzato con aggiunta di Barolo Chinato che ne accentua la personalità cromatica. Le note bilanciate di arancio, legno, china e sandalo, lo rendono raffinato e piacevole.

Etta James racconta dei cieli blu e del sorriso del suo amore quando è giunto il turno di 721, il Vermouth a base di vino rosso (Sangiovese e Cabernet-Sauvignon) di Dibaldo.

721,come il numero della locomotiva  che nel 1895 uscì dai binari e attraverso la stazione di Montparnasse volando in strada,  rievoca la volontà di scardinare le ricette già conosciute. Gli aromi di rosa  e frutti rossi sono così carismatici da persistere in bocca. Un prodotto di realizzazione non scontata, poiché la personalità del vino rosso rende complessa la ricerca di equilibrio con le erbe della ricetta. Il silenzio contemplativo è riempito dal fruscio della puntina del giradischi che ha suonato per almeno 3-4 volte le ultime note di At Last.

I profumi di 721 persistono in bocca, con quel corpo elegante e suadente  tipico di alcuni vini meno giovani che però sono sicura incontrano il gusto di tanti giovani.

Anzi, lo incontrerebbero, se finalmente provassero un buon vermouth.

Barbara Amoroso

Giovanissima  e appassionatissima di vino e soprattutto ” liquidi con qualche grado in più”. Punto di riferimento del giornale per tutto quanto riguarda il mondo dei superalcolici.


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