Presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige si è tenuta la cerimonia di premiazione della “V° Rassegna dei vini ottenuti da varietà PIWI”
Montespertoli paga lo scotto storico di non essersi, diciamo a partire da 50 anni fa, proposta al mondo enoico in maniera univoca e oggi sta cercando, grazie soprattutto alle nuove generazioni, di presentarsi in maniera chiara e positiva.
Uno dei dilemmi vecchi come il mondo è quanto la distintività e qualità di un vino dipendano da quello che comunemente viene definito terroir oppure dalla personalità e dallo stile proprio del vignaiolo.
I vini trentini non reggono il confronto con quelli dell’Alto Adige, soprattutto sul piano del brand, del posizionamento e dell’immaginario collettivo. Un giudizio che non riguarda la qualità del prodotto, ma il contesto in cui questa qualità viene percepita.
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