Brunello: parla la Procura di Siena.3 min read

Ci sembra veramente doveroso, visto che lo avevamo invocato da tempo, pubblicare per intero il comunicato stampa emesso dalla Procura della Repubblica di Siena in merito al caso Brunello di Montalcino. Crediamo che la sua lettura sia veramente importante e serva a chiarirsi molto le idee in merito a questo controverso argomento.

 

 

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena

 

Comunicato Stampa

 

 

 

Le recenti notizie apparse sui mass media locali e nazionali in relazione all’inchiesta sul “Brunello di Montalcino” inducono la Procura della Repubblica di Siena a fornire alcune precisazioni per assicurare una corretta informazione a tutela di tutti i produttori e dei consumatori finali.

Le investigazioni sono iniziate nel settembre 2007 ed hanno interessato alcuni dei più importanti produttori di vino Brunello di Montalcino DOCG e vino Rosso di Montalcino DOC.

Gli uomini della Guardia i Finanza di Siena e dell’Ispettorato Centrale del Controllo Qualità dei Prodotti Agroalimentari di Firenze, hanno eseguito numerosi interventi investigativi delegati dall’Autorità Giudiziaria di Siena: perquisizioni a sedi aziendali ed abitazioni, acquisizione ed analisi documentazione presso il Consorzio del Brunello di Montalcino, ispezioni sui vigneti, rilevamenti fotografici da terra e da mezzi aerei, analisi di copiosa documentazione contabile ed extracontabile.

Tale attività hanno consentito di accertare che molte imprese coinvolte hanno violato i disciplinari di produzione dei vini Brunello di Montalcino DOCG e Rosso di Montalcino DOC.

Le risultanze operative hanno altresì consentito l’emissione, da parte del G.I.P. di Siena dott. Francesco Bagnai, di molteplici sequestri. Nel complesso sono stati sottoposti a sequestro preventivo:

• circa 6.500.000 litri di vino Brunello di Montalcino
• circa 700.000 litri di vino Rosso di Montalcino

In seguito al rigetto delle istanze di restituzione del prodotto sequestrato da parte del Tribunale del Riesame di Siena e successivamente all’esito delle consulenze tecniche disposte per verificare il rispetto del Disciplinare di Produzione del Brunello di Montalcino DOCG 2003, che hanno accertato che nel prodotto analizzato non vi era il 100% di uva Sangiovese, la quasi totalità dei produttori vinicoli interessati ha richiesto ed ottenuto il declassamento di parte del vino sotto sequestro in modo da poterlo commercializzare ugualmente.
Finora, nel complesso, sono stati declassati i seguenti quantitativi di vino:

• circa 1.100.000 litri di vino Brunello di Montalcino sono stati declassati a IGT Toscana Rosso.
• Circa 450.000 litri di vino Rosso di Montalcino sono stati declassati a IGT Toscana Rosso.

Effettuato il declassamento, le imprese hanno richiesto il dissequestro del prodotto.

Per ciò che concerne le annualità 2004, 2005, 2006 e 2007, la Procura ha concesso il dissequestro limitatamente ai quantitativi di vino declassati, non sussistendo più i presupposti per il mantenimento del provvedimento restrittivo. Gli eventuali dissequestri delle rimanenti quantità saranno invece subordinati ad analisi di laboratorio, già eseguite per l’annata 2003,e controlli per verificare la conformità ai disciplinari di produzione di riferimento.

Per ciò che concerne il vino Brunello di Montalcino  DOCG 2003, il dissequestro è stato concesso non solo in relazione al vino declassato, ma anche in ordine alle rimanenti quantità di vino a cui è stata accertata, anche con esami di laboratorio, la conformità ai disciplinari di produzione di riferimento.

In relazione a due imprese, i vini sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento. I prodotti di tali aziende non erano stati sottoposti a sequestro preventivo, non essendo emersi elementi probatori che inducessero a ritenere che il prodotto fosse stato miscelato con vini di diversa origine.
Finora i quantitativi complessivi di vino ancora sotto sequestro sono i seguenti:

• circa 4.400.000 litri di vino Brunello di Montalcino
• circa 220.000 litri di vino Rosso di Montalcino.

Siena 22/10/2008

 Comunicato a firma dott. Nino Calabrese e dal dott. Mario Formisano

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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