Beaune-Grèves Premier Cru Vigne de l’Enfant Jésus 2011-Domaine Bouchard Père et Fils1 min read

Può sembrare strano che Beaune, la capitale “del” Borgogna, non possegga climat con lo status di grand cru, ma nel suo territorio si producono ugualmente vini (bianchi e rossi) di grandissimo spessore.

Uno di questi è il Vigne del’Enfant Jésus della Maison Bouchard Père et Fils.

 

E’ prodotto con le uve (naturalmente Pinot Noir) di una piccola vigna “monopole” de Les Grèves, il più grande, con i suoi 31 ettari, degli oltre 40 Premier Cru di Beaune. Il nome le deriva dal fatto che fu un dono fatto dal Re di Francia, Luigi XIII, padre del futuro Roi Soleil, al Monastero Carmelitano di Beaune, nel quale la monaca-bambina, Marguerite du Saint-Sacrement aveva predetto la prossima maternità della regina Anna d’Austria, sterile da oltre 20 anni.

 

Quando, nel 1791, i beni della Chiesa furono confiscati e messi in vendita, la famiglia Bouchard non si lasciò sfuggire questa vigna miracolosa, facendone la sua bandiera. Pur possedendo altre vigne a Les Grèves, i Bouchard hanno sempre vinificato e imbottigliato separatamente il vino della famosa Vigne, essendone ripagata da un Borgogna di qualità eccezionale.

 

Il vino del 2011 è una magnifica riuscita, in un’annata che inizialmente sembrava dovesse essere una replica di quella del 2003, forse appena un soffio al di sotto di quelle del 2005 e del 2010, le migliori del primo decennio di questo secolo. Un Borgogna di grande profondità, affascinante nei profumi, di bacche selvatiche e floreali, e dalla elegante struttura, con una lunghissima chiusura. Bisognerà attenderlo, per berlo al meglio, almeno quattro-cinque anni, ma è già ben riconoscibile nel suo valore.

 

 

Importato da: Millesima

Costo: 79 Euro

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.


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