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Al Palio delle frittelle c’è un solo vincitore
Parlare delle frittelle di San Giuseppe che si fanno a Siena è come parlare delle madeleine proustiane: un tuffo irresistibile nel gusto e nel profumo del passato.
Parlare delle frittelle di San Giuseppe che si fanno a Siena è come parlare delle madeleine proustiane: un tuffo irresistibile nel gusto e nel profumo del passato.
Il suo produttore, Niccolò Montecchi, è mancato sabato scorso. Il vino l’avevo bevuto due settimane fa. Ho pensato a lungo se scriverne: volevo evitare omaggi maldestri.
La mia scarsa inclinazione verso le cose modaiole è arcinota, altrettanto nota la mia attrazione, invece, verso i giochi del destino.
Da vent’anni tondi, con coraggio e passione, dalle parti di Pienza Marco Capitoni fa vini sinceri.
Life of Wine, la rassegna dedicata alla longevità vinicola e organizzata ogni anno a Roma, ma con divagazioni itineranti, ha riservato una interessante verticale a questo vino presso il ristorante Konnubio di Firenze, mentore l’enologo Andrea Daldin.
La storia di quest’antico vitigno langarolo sarebbe da raccontare, ma è meglio far parlare il vino.
Erbamat, un vitigno di cui sentirete parlare e che in Franciacorta era di casa. Oggi Barone Pizzini…
Presente la battuta delle elementari? “Chi fuma più di un turco? Un ottomano: una sigaretta per mano”.
Alzi la mano chi, fuori da ogni perbenismo e in mancanza di approfondita esperienza diretta, scommetterebbe un euro sulla qualità intrinseca dei vini moldavi.
Tra i tanti, ho il pessimo vizio di pescare tra le campionature dei vini, fare lotti omogenei e assaggiarli alla cieca.