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Ristoratori Toscani in flash mob martedì 28 aprile. Servira?
La cosiddetta riapertura è alle porte, anche se nessuno ancora ha capito di preciso se, come, quando sarà. E, soprattutto, se funzionerà.
La cosiddetta riapertura è alle porte, anche se nessuno ancora ha capito di preciso se, come, quando sarà. E, soprattutto, se funzionerà.
Gli anni lo hanno spogliato quasi del tutto dei riflessi violacei e dei tannini più aggressivi, donandogli un colore profondo e lasciandone integra l’inconfondibile nota varietale.
Amo i ristoranti rassicuranti, dove trovi quella sobrietà familiare, quasi domestica, che solo gli ambienti a lungo frequentati, o contraddistinti da uno stile pacato, poco chiassoso, quasi che una patina d’antico li avvolgesse come un vecchio mobile di casa sopravvissuto a tante generazioni, sanno dare
Stappare, versare, assaggiare: sono le tre cose da fare prima di leggere la (retro)etichetta.
Cercavo un ristorante di pesce a Verona, fuori dal centro storico, facile fa raggiungere, con un servizio agile e – si capisce – affidabile, cioè di buona qualità sotto tutti i punti di vista.
Temendo il peso del vetro, del vinone e del produttore, ho lasciato la bottiglia a candire in attesa di stagioni freddissime e di cibi tenacissimi. E invece…
Poteva un appassionato di latinorum sottrarsi all’assaggio di un rosè bio chiamato Gioiellae, fatto da un’azienda olearia di Pontassieve?
Di norma quando, in zone ad alta densità ristoratoria o mediatica, nasce un nuovo locale, c’è da preoccuparsi,se poi l’iniziativa è espressione diretta di una casa vinicola, i rischi aumentano. Invece…
Un rosè “arrossato” o un rosso pallido brillante? Fate vobis,