VINteressa
“Naturali” versus “industriali”: MA CHE DUE PALLE!
Oramai uno dei modi migliori per perdere tempo è intervenire nella infinita diatriba tra produttori che si definiscono naturali e gli altri.
Oramai uno dei modi migliori per perdere tempo è intervenire nella infinita diatriba tra produttori che si definiscono naturali e gli altri.
Quest’anno Winesurf ha premiato come migliori bianchi d’Italia due vini ex aequo: i Campi Flegrei DOC 2021 di Contrada Salandra e il Verdicchio dei Castelli di Jesi Superiore DOC Cuprese 2022 di Colonnara. Come ormai è prassi abbiamo intervistato i creatori di questi grandi bianchi: oggi pubblichiamo l’intervista a Giuseppe Fortunato e lunedì prossimo uscirà l’intervista al “padre e al nonno” del Cuprese.
I nostri assaggi in Chianti Classico ci hanno presentato un panorama variegato che ci ha lasciati con dubbi che non riguardano tanto la qualità dei vini ma la strada che sta prendendo questa denominazione.
Certe volte mi sembra che nascano delle discussioni giusto per smuovere l’aria. E’ il caso della diatriba sugli espianti di vigneti italiani e sulle soluzioni alternative.
l nostro Haris Papandreou non finisce mai di stupirci! L’anno scorso aveva portato 17 cantine dalla Grecia e quest’anno siamo saliti a 20 per la più grande degustazione mai organizzata in Italia.
Una cantina storica e di spicco. Una notizia che fa bene a tutto il comparto viticolo italiano.
In nemmeno 50 anni gli ettari di schiava sono diminuiti di quasi 10 volte e oggi sono rimaste solo le vigne migliori.
Avete letto bene, non 7 Euro al litro ma al quintale. Questo sta succedendo a Bordeaux alle vendite giudiziarie per i fallimenti di cantine bordolesi
Nel mondo delle guide vini o di giornali, italiani e esteri, che recensiscono ogni mese centinaia di vini e fanno classifiche, il mestiere di chi ci lavora è un po’ quello di parlare dell’uovo nel culo della gallina.
Le annate dal 1991 al 1995 in Chianti Classico (e non solo) sono state veramente difficili.