GarantitoIGP
Filippo Calabresi e la nuova identità di Tenimenti d’Alessandro
Me li ricordo bene i vini di Tenimenti D’Alessandro, era la fine degli anni ’90 e sul mitico forum del Gambero Rosso in molto acquistavano casse di Syrah “Il Bosco”.
Me li ricordo bene i vini di Tenimenti D’Alessandro, era la fine degli anni ’90 e sul mitico forum del Gambero Rosso in molto acquistavano casse di Syrah “Il Bosco”.
Emmanuel Giboulot, tostissimo vigneron biodinamico borgognone, che si lascia denunciare pur di non trattare le sue vigne, produce questo gamay in purezza, da vigne piantate nel Beaujolais.
Elisabetta Foradori è dal 1984, anno in cui ha preso in mano le redini della sua azienda, che sta cambiando la storia del vino trentino e, forse, anche di quello italiano.
A lume di naso, tranne qualche rara eccezione, la denominazione non è che negli ultimi tempi goda di ottima salute nonostante le enormi potenzialità di un territorio, come quello di Montepulciano, dove si fa vino fin dai tempi degli Etruschi.
Raffaele, da vigne anche centenarie piantate in contrada Piano dell’Angelo, produce questo aglianico in purezza che è uno spettacolo di equilibrio e profondità, lontano mille miglia da certi stili dove conta solo la grassezza associata alla potenza alcolica.
Dei 3000 ettari vitati dei Colli Berici una buona percentuale è dedicata alle due uve più importanti del territorio ovvero la garganega e il tai rosso. Quest’ultimo, in particolare, deriva dal vitigno chiamato un tempo tocai rosso che, geneticamente, appartiene alla stessa famiglia del cannonau sardo, del grenache francese e della garnacha spagnola.
Vinificare una malvasia puntinata in purezza è già una scelta ardua, produrla anche buona è un miracolo.
Me lo ricordo bene quel dicembre del 2009: visitare Le Macchiole è stata un’esperienza unica perché da illustre sconosciuto quale ero (e continuo ad essere), Cinzia Merli mi dedicò quasi una intera giornata
il vignaiolo dei Colli Berici Andrea Mattiello possiede nella sua azienda un bellissimo vigneto di carmenère, vitigno confuso per anni con il cabernet franc, grazie al quale da vita a questo vino che riesce a coniugare egregiamente la speziatura e la nota vegetale tipica della varietà con l’anima schietta e sincera del territorio veneto.
La storia dei Tissot inizia nel 1962 quando André e Mireille decidono di iniziare a produrre vini in Jura, esattamente a Montigny les Arsures (pochi chilometri da Arbois), con l’obiettivo di produrre vini di qualità che valorizzassero al massimo le specificità del territorio.