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SanVitis: nuova linfa nel vino del Lazio
Il Lazio negli ultimi tempi sta cercando di reagire ad una certa “staticità enologica” che lo ha caratterizzato per anni.
Il Lazio negli ultimi tempi sta cercando di reagire ad una certa “staticità enologica” che lo ha caratterizzato per anni.
Una bottiglia, un ricordo, il mio primo viaggio nella Langhe.
Il Vignali, assieme al Ju Quartu e al Mozzatta è uno dei primi Cru di cesanese gestiti in biodinamica da Piero Macciocca e sua moglie.
I produttori del Nizza li conosco da molto tempo, come conosco da tempi assolutamente non sospetti i loro vini, che già allora svelavano un carattere unico ed indissolubile tra territorio di elezione, le colline attorno a Nizza Monferrato, e il vitigno principe, il barbera.
La frase nomen omen, che tradotto dal latino significa “il nome è un presagio”, non poteva essere più centrata per questo Bramaterra.
Siamo una storia di famiglia. Quattro generazioni di passione e dedizione al territorio. Siamo una storia di donne, siamo una storia di fratelli. Siamo una storia di terra.
‘origine della vitivinicoltura nei Castelli Romani si perde in epoche lontane fino a confondersi con la mitologia.
Nel Lazio la zona del Cesanese è in grande fermento e chi scrive il contrario è in palese errore.
Nasce nel 2011 il progetto FeudiStudi, per interpretare le medesime varietà su suoli diversi, per esprimere l’essenza del vitigno in rapporto al territorio, riducendo al minimo l’intervento dell’uomo”.
Qualcosa di positivo a Piglio (FR) e dintorni sta accadendo: la viticoltura del Lazio sta crescendo anche grazie a questi ragazzi che credono nell’agricoltura biodinamica e nel vino cosidetto naturale.