Con il 31 Agosto si è conclusa dal punto di vista meteorologico la stagione estiva 2009, evidenziando una potenza che ricorda la micidiale stagione del 2003. Se infatti le temperature, per quanto elevate, non hanno raggiunto i valori record del 2003, la continuità e regolarità con cui la canicola ha scandito queste giornate estive ha distinto la stagione 2009. In particolare durante questo mese di Agosto l’estate ha mostrato i muscoli con continue giornate caratterizzate da massime diffusamente e abbondantemente superiori ai 30°C. Ad un profilo termico così elevato, che presenta anomalie termiche di 3°C/7°C sia nelle minime che nelle massime, si aggiunge un profilo pluviometrico caratterizzato da precipitazioni assai scarse se non assenti, con numerose località in cui non è piovuto per oltre 40 giorni.
L’Isac-Cnr ha reso noti i dati ufficiali relativi all’andamento climatico del mese di agosto in Italia e secondo l’Istituto quello appena trascorso è stato il terzo agosto più caldo da quando vengono effettuate rilevazioni sistematiche, ovverosia dal 1800!!
A detta dell’Isac infatti il mese scorso sul territorio nazionale è caduto soltanto il 26% della pioggia attesa. Si tratta dell’ottavo agosto più secco degli ultimi 209 anni e soltanto il 1802 fece peggio con un perentorio -87%.
Come detto dal punto di vista pluviometrico il mese è stato molto siccitoso: a livello nazionale sono caduti 25 mm contro una media di 44 mm (-43%). Molto siccitosa la Sicilia (caduti 2 mm contro una media di 12 mm = – 87%), poi il Sud (12 mm contro una media di 26 mm = -54 %), il Centro (22 mm contro un media di 39 mm = – 43%), il Nord (42 mm contro una media di 69 mm = -40%).
Molte aree viticole sono state interessate da vistosi e negativi fenomeni legati al mese di agosto: il gran caldo estivo e le scarse riserve idriche hanno colto le viti in un momento importante delle loro fase fenologica, facendo rilevare ingiallimenti e disseccamenti delle foglie basali e nei casi più gravi anche l’appassimento di alcuni grappoli. Alla fine del mese alcune uve si sono trovate passe e “mature” più per concentrazione dei loro contenuti che non per andamento fisiologico.
Con queste caratteristiche alcune vendemmie si sono già svolte anzitempo, in particolare per le varietà precoci (anche se in generale e per tutte le varietà siamo in anticipo sulle date canoniche di raccolta). Oltre ai problemi legati alla qualità diretta delle uve quest’anno si sommano quelli legati alla raccolta della stessa, effettuate in condizioni non ottimali dovute alle elevate temperature acculate all’interno degli acini, che hanno avuto bisogno di particolari attenzioni per la vinificazione.
Se allarghiamo lo sguardo alla situazione Europea, ci accorgeremo che l’anomalia termica ha abbracciato tutto il continente. Praticamente nessun stato ha fatto registrare valori sotto la media, tranne alcune microregioni. In un tale contesto meteo-climatico ovviamente anche le piogge sono state molto scarse.
In conclusione è andata molto bene per i vacanzieri e un po’ meno per i viticoltori…. che già hanno pochi problemi da risolvere.