A Francesco Baldacci il Premio Nazionale Giulio Gambelli 20262 min read

Ormai siamo alla XIV edizione e dovrei averci fatto il callo e invece ogni volta sono emozionato come un bambino, quasi di più del giovane enologo che, vincendo il Premio Nazionale Giulio Gambelli, riceve dalle mie mani la targa che lo consacra vincitore.

Sarà perché con Giulio il rapporto era speciale, sarà perché ogni anno scopro che esistono giovani enologi dalla faccia pulita e dalle idee chiare, idee che a Giulio sarebbero piaciute e che fanno vini che a Giulio sarebbero piaciuti.

Francesco Baldacci con il Vicepresidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano Luca Tiberini e Leonardo Tozzi, presidente ASET

Quest’anno a vincere stato Francesco Baldacci, nato nel 1992, e laureatosi nel 2016 in Viticoltura ed Enologia. Allievo di Attilio Pagli , che è stato a sua volta allievo di Gambelli, vive a Panzano e lavora a Basilica Cafaggio, una delle aziende storiche del territorio ma che negli anni scorsi ha avuto varie vicissitudini societarie.

Il lavoro di Francesco è quindi ancor più ammirevole, perché si dal 2019 (anno in cui ha preso le redini della cantina) ha impostato la produzione valorizzando il sangiovese in maniera semplice ma decisa: fermentazioni e macerazioni anche lunghe se le uve lo permettono, botti più o meno grandi per l’invecchiamento e i risultati gli danno ragione.

E’ stato un piacere passare una serata in sua compagnia e accanto al figlio di Giulio Gambelli, che gli assomiglia talmente tanto da confondersi.
Sono convinto però che al nostro tavolo c’era anche Giulio, che stava controllando con il suo sguardo disincantato Francesco e a fine serata, prima di tornare tra le sue vigne paradisiache ha sicuramente fatto uno dei suoi gesti che volevano dire che un vino andava bene.

Complimenti Francesco!

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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