A Bordeaux mai fare la barrique più lunga della gamba!2 min read

Anche se sono in questo mondo da decadi ogni tanto vengo sorpreso quello che leggo.

Questa che viene da Bordeaux parla del fallimento di una società di… noleggio barrique!

Nella mia evidente ignoranza non sapevo che esistessero società dove, come per un auto, tu potessi prendere in leasing le barrique e poi restituirle. L’idea, come accennato,  era simile a quella del leasing per le auto e, specie a Bordeaux dove le barrique durano al massimo tre anni, semplificava il lavoro di tante cantine. Loro ti noleggiavano le barrique, tu pagavi un canone annuo, dopo x anni te la riprendevano ad un prezzo superiore a quello di mercato per le barrique usate e poi le rivendevano altrove, soprattutto ai produttori di Whisky.

La principale società di questo settore si chiama (chiamava) H&A,  prendendo il nome dai suoi due fondatori, Richard Hardillier e Florent Arrouy e operava  dal 2004 a Bordeaux ma si era ampliata notevolmente aprendo uffici a  Lione, Madrid, Milano e pure in California.

Nel 2025 ha noleggiato circa un milione di barili  a più di 1.500 clienti in tutto il mondo, con un fatturato di ben 191 milioni di euro.

Cosa è successo? La crisi del vino che ha Bordeaux ha colpito particolarmente duro, ha portato diversi grossi clienti a non rispettare i pagamenti e soprattutto a non ordinare nuove barrique. Considerate che La Fédération des Tonneliers de France ha stimato che i debiti insoluti nei confronti delle bottaie ammontino a circa 10 milioni di euro.

Ma perché vi parlo di questo fallimento? Perché sta creando grossi problemi a cantine che già non veleggiano con il vento in poppa: da una parte devono pagare ancora le rate del leasing (che sono più alte rispetto al normale costo delle barrique) e dall’altra nessuno gli ricomprerà le vecchie barrique al prezzo gonfiato che prevedeva il contratto, quindi dove troveranno i soldi per le nuove forniture?

La prima ripercussione potrebbe essere una diminuzione dell’utilizzo del legno nei vini di tanti chateaux. Questo non sarebbe poi un grande male e forse i cru classé di Bordeaux potrebbero farsi conoscere per vini “no wood” o “smart wood”

Insomma, volendolo vedere al positivo non tutti i mali vengono per nuocere ma certo che in questo momento per Bordeaux possiamo usare il vecchio detto “Agli zoppi grucciate!”

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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