Slow Food: dal Gambero Rosso si e giunti alla….. Giunti.2 min read

Come prima cosa ci risulta doveroso ringraziare il direttore del Gambero Rosso per le risposte relative al nostro ultimo articolo (Gambero Rosso: che banca!) e che potete leggere qui.

Ma la notizia del giorno è venuta dal congresso dei Fiduciari Slow Food, dove il presidente italiano Roberto Burdese ha presentato l’accordo tra Slow Food Editore e Giunti. Questo accordo prevede  la realizzazione in coedizione di una collana di libri rivolta al grande pubblico, dove Slow Food curerà la parte editoriale e Giunti la produzione e la commercializzazione. Inoltre dall’autunno la rete commerciale Giunti si assumerà la distribuzione dei libri di Slow Food Editore. La cosa però più importante(almeno per me) sarà l’acquisizione  di Giunti Editore di una partecipazione del 20% nel capitale di Slow Food Editore Srl.
Dopo il recente divorzio dal Gambero Rosso la presentazione di quest’accordo mi sembra che delinei  un quadro abbastanza chiaro del futuro editoriale “Slow”. Giunti è sicuramente una delle case editrici che negli ultimi tempi si è mossa con maggiore impegno nel campo delle sinergie e delle acquisizioni, non ultima quella con il Touring Club. A questo proposito però mi viene in mente che, tramite Touring Club, Giunti ha già una guida ai vini italiani (Vini Buoni d’Italia). Essendo la casa fiorentina molto attenta ad evitare sovrapposizioni, cosa accadrà quando il prossimo anno (almeno così si dice) Slow Food scenderà in campo con una propria guida dei vini?
Nel frattempo però fermiamoci a questo accordo, sicuramente nato prima della separazione ufficiale con il Gambero Rosso. Da quel poco che ne sappiamo ci sembra che Slow Food abbia fiutato bene il vento: Giunti è infatti una delle poche case editrici con bilanci in ordine e con un mercato in crescita. Si tratterà poi di vedere da quali titoli sarà composta questa collana “rivolta al grande pubblico” per capirci qualcosa in più. Una cosa è certa: la vecchia moglie (alias Gambero Rosso) è già stata dimenticata!

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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