Ancor prima del vino, il mondo della grappa sta attraversando la metamorfosi strutturale dei consumi. Un tentativo di sdoganare il distillato di vinacce rispetto a un consumo di chi vanta gli -anta, è da tempo in corso, con eventi ed incontri con la mixology, prodotti civetta dal tenore alcolico più basso, immagini e spot che ammiccano a giovani selettivi che cercano consumi di nicchia.
Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino, ha commentato i dati presentati in occasione dell’80ª Assemblea Annuale di AssoDistil:
“Emerge con chiarezza un messaggio che consideriamo decisivo anche per il nostro settore: oggi si beve meno, ma meglio. Questo significa che la grappa deve saper parlare a un consumatore che cerca autenticità, qualità e contenuto culturale, non soltanto un prodotto da consumare a fine pasto. Per noi è una conferma importante, perché la Grappa del Trentino nasce proprio dall’incontro fra materia prima, competenza distillatoria e identità del territorio”.

I dati presentati da Nomisma e dall’Osservatorio Distillati di Format Research confermano che il calo dei volumi non coincide con una perdita di interesse verso il comparto, bensì prende forza un modello di consumo in cui il valore percepito conta più della quantità: occasioni meno frequenti e più qualificate; acquisti più ragionati orientati a prodotti capaci di raccontare identità, origine e cultura. Qualcosa che stiamo osservando anche nel mondo del vino, e che conferma lo spazio che il bere spiritoso e alcolico in generale in generale si ritaglia nel 2026.
“Se il mercato premia il ‘better, not more’, allora la grappa ha l’opportunità di affermarsi ancora di più come simbolo di eccellenza italiana. Dobbiamo investire nel racconto del territorio, nell’innovazione dei linguaggi di consumo, dalla mixology all’enoturismo, e nella presenza sui mercati esteri, dove c’è spazio per prodotti identitari e ad alto valore aggiunto. Il Trentino, per storia, competenze e vocazione, può essere un laboratorio privilegiato di questa evoluzione”, aggiunge Marzadro.
I dati sull’export e sulla diversificazione dei mercati confermano infatti che il potenziale di crescita si concentra sempre di più fuori dai confini nazionali. Come per il vino.

Grappa, medaglie e numeri dell’Alambicco d’Oro 2026
A conferma che nonostante i venti di crisi, la qualità non cala, arrivano i risultati del 43° concorso nazionale Alambicco d’Oro dell’ANAG: 127 medaglie tutte italiane, nelle categorie Grappa, Acquavite d’uva, Brandy italiano e Gin. Gli assaggiatori ANAG hanno assegnato
- 7 medaglie Best Gold
- 86 Gold
- 34 Silver
confermando l’alto livello qualitativo delle aziende partecipanti e la capacità del concorso di rappresentare le diverse anime della distillazione italiana (91 grappe, 1 acquavite d’uva, 4 brandy italiani e 31 gin premiati).

Il Gin, categoria introdotta nell’edizione 2025, si conferma fra le più dinamiche del concorso.
- 45 le aziende premiate complessivamente, fra distillerie affermate ed emergenti e realtà vitivinicole che commercializzano grappa con il proprio marchio affidando a terzi la distillazione delle loro vinacce.
- Il premio speciale per “Il miglior punteggio complessivo” è andato a Distilleria Sibona, con 17 medaglie di cui 2 Best Gold, 14 Gold e 1 Silver.
- Il premio speciale “Il Vestito della Grappa” è stato assegnato alla Grappa di Barbera 2009 Shapes 75° Anniversario della Distilleria Beccaris, bottiglia scelta da una giuria esterna composta da architetti e giornalisti del settore enogastronomico.
“Il concorso nazionale Alambicco d’Oro – afferma il presidente ANAG, Marcello Vecchio – si conferma un appuntamento autorevole e atteso dal mondo della distillazione italiana. Anche questa edizione racconta un settore vivo, capace di custodire tradizioni importanti e, allo stesso tempo, di interpretare nuovi linguaggi produttivi e di consumo.
La presenza sempre più significativa del gin accanto alla grappa e agli altri distillati italiani rappresenta un segnale molto positivo e conferma la volontà di ANAG di valorizzare la qualità in tutte le sue espressioni”. “Ringrazio – aggiunge Vecchio – tutte le aziende che hanno partecipato al concorso ANAG, dalle distillerie storiche alle realtà emergenti fino alle aziende vitivinicole che affidano le proprie vinacce a impianti terzisti.
Un ringraziamento particolare va ai colleghi che si sono prodigati, con grande profitto, nel coordinamento e nell’organizzazione del concorso, così come ai nostri assaggiatori impegnati nella selezione: il loro prezioso contributo, fatto di impegno, competenza e professionalità, consolida ogni anno il contest come vetrina autorevole per la distillazione di eccellenza”.