Addio a Carlin Petrini, creatore del mare2 min read

Molto probabilmente senza Carlin Petrini il mare in cui da quarant’ anni il mondo dell’enogastronomia nuota non ci sarebbe stato o sarebbe stato molto diverso.

Carlin era una persona che sublimava le idee in utopia e spesso trasformava l’utopia in realtà. Quaranta anni fa creò Arcigola e con lei il primo piccolo ma importante mare dell’enogastronomia, che poi si allargo diventando Arcigola Slow Food e poi Slow Food, divenendo quel mare magnum in cui ogni appassionato di vino e di cibo ha potuto, in questi anni, nuotare.

Prima di Arcigola la gastronomia era ristretta alle confraternite e il vino ad un predicatore nel deserto che si chiamava Veronelli. Carlin oltre a creare il mare l’ha riempito di pesci, di persone appassionate, intelligenti, spesso visionarie come lui, che ampliavano le sue idee e le rendevano possibili.

L’ho conosciuto agli albori di Arcigola, nel 1987 l’ho visto crescere (e grazie a lui sono cresciuto), rinunciare alle sirene della mera politica, inventarsi un mondo dove Slow Food, da Bra, diventava internazionale e non solo a parole.

Vi faccio un esempio: nel 2001 in il governo neozelandese organizzò un party in onore di un governatore di Slow Food in visita nel paese e l’ambasciatore italiano lo invitò il giorno dopo a pranzo all’Ambasciata. Quella persona ero io e questo solo perché ero un responsabile nazionale (Alias Governatore) di un’ associazione che già allora era famosissima ma impensabile solo 10 anni prima.

Con Carlin l’impensabile diventava realtà, come quando tirò letteralmente fuori dal cassetto un progetto di ristrutturazione di un luogo  semiabbandonato che dopo due anni diventò l’Università di Scienze Enogastronomiche di Pollenzo.

Venticinque anni fa era andato molto vicino all’ultimo passo, quello che  ha fatto oggi, ma per fortuna cure giuste e immediate lo avevano salvato e gli avevano permesso di crescere ancora, di arrivare con il suo messaggio a re e papi, mentre il mare che aveva creato andava avanti e diventava parte del quotidiano.

Non so se esista un posto dove Carlin potrà leggere tutti i coccodrilli scritti oggi su di lui ma se esistesse me lo immagino ridere, con quella sua risata secca  e pungente, di tanto scritto, di tanta notorietà. Ma i grandi uomini devono sorbirsi anche questo perché in definitiva oggi  lui è riuscito nell’ultima impresa, quella di portare la cultura enogastronomica in paradiso.

Buon viaggio Carlin e grazie.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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