Così sottili da raggomitolarsi su sé stessi mentre escono dalla macchina ancora caldi. Mi piacciono i brigidini e quando vedo i camion alle fiere con luci, colori, stringhe di liquirizia e zucchero filato, in automatico la mia mano pesca un sacchetto e se lo porta a casa.
Entrare a casa di Lara, Paolo e Silvio per visitare il laboratorio dove nascono i Dolci di Lara, ha stravolto la mia idea del brigidino: giallo, rigido e con netto profumo di anice. Buoni sempre ma quelli di Lara hanno un equilibrio diverso degli ingredienti, risultando sottili, pallidi e un profumo delicato.

Lara, Paolo e Silvio, moglie, marito e figlio, nel loro garage fanno sostare il vecchio camion da fiera, che solo Paolo riesce a far entrare al millimetro in quello spazio che diventa immediatamente un pezzo della fabbrica di cioccolato di Willy Wonka. Silvio dice che fa gli 80 km/h in discesa, è un mezzo ancora tutto meccanico e per fortuna la sua formazione cade ad hoc per risolvere gli stop dovuti all’usura.
Niente Umpa Lumpa però, qui è la triade familiare che si occupa di tutto. E se Paolo presiede il laboratorio, Lara si occupa di PR e packaging, mentre Silvio porta il tocco giovane della comunicazione Social per far sbirciare nel backstage produttivo. Anche il croccante alle arachidi fatto in diretta, a mano, aveva un profumo diverso, delicato, niente zucchero bruciato e poi ancora tiepido con un profumo di noccioline avvolgente. Neanche a dirlo che anche qui gli ingredienti sono selezionati.
I Brigidini di Lamporecchio sono un dolce caratteristico toscano, la cui origine risale al XVI secolo e si lega alle monache Brigidine, che avrebbero trasformato un impasto destinato alle ostie in una cialda croccante aromatizzata all’anice, da sempre apprezzata per le sue qualità digestive (l’equazione è semplice: dolce, fine pasto, digestione). Nel tempo sono diventati simbolo del pistoiese, in particolare di Lamporecchio, principale centro produttivo, con pochi laboratori come quello dei Dolci di Lara (due o tre al massimo), e tanti camion con la macchina ‘sforna brigidini’ sempre con sè.

La ricetta prevede farina, uova, zucchero ed essenza d’anice, e originariamente prevedeva una preparazione con tenaglie di ferro arroventate e decorazioni incise a mano. Nel Novecento è arrivata la consacrazione a fiere e sagre grazie agli ambulanti con carretti e macchine-giostra. Oggi i brigidini sono un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) sul podio della cultura gastronomica toscana. I Dolci di Lara hanno radici nel secolo scorso, negli anni trenta, quando Marianna e Silvio (i nonni di Paolo) portavano il cesto pieno di dolci lungo la costa versiliana e nel 2025 questo dolce è uscito dai confini regionali e nazionali grazie allo shop online del laboratorio, sdoganando anche il momento per affondare la mano dentro il sacchetto lungo e stretto per pescare le fragranti ‘ostie gialle’. Gli Umpa Lumpa non sono venuti fuori nemmeno a fine visita, ma i vicini giurano di aver visto strani movimenti a tarda notte accompagnati da profumi stuzzicanti…