La comunità del Vino Nobile e tutta la città di Montepulciano festeggiano quest’anno il cinquantenario della fondazione del Consorzio.
Nel 2015 è prevista la conclusione dei lavori di restauro della Fortezza, che abbiamo conosciuto già da tempo come contenitore dell’anteprima annuale; e al finanziamento ha concorso il Consorzio stesso, anche in previsione di un utilizzo diretto degli ambienti.
Del resto da queste parti tutto profuma di arte e di storia, e la presenza delle cantine in città è palpabile come in pochi altri posti.
A fronte di tanta immagine gli assaggi del Nobile 2012 ci hanno lasciati un po’ perplessi, non tanto per una questione di qualità quanto per l’avvertita difformità stilistica dei campioni, da rapportare a un numero di etichette certo più limitato, almeno degli altri marchi storici Chianti Classico e Brunello.
La degustazione ha evidenziato, nel contesto di un’annata teoricamente buona, un uso molto variegato del legno e di quei vitigni che marcano aromi e colori.
Si è avvertito il risultato di un’estate calda e siccitosa: la media alcolica piuttosto alta è apparsa più o meno bilanciata da acidità variabili; la buona stoffa talvolta cedeva il passo a un finale troppo asciutto.
Sotto il naso note speziate e fruttate sono sembrate dividersi in modo netto tra i vini. D’altra parte l’offerta in degustazione di alcune selezioni, delle riserve 2011 e di qualche annata precedente (cioè tutti campioni risultanti da scelte mirate) hanno confermato la complessa qualità di una zona che si sforza di mantenere il prestigio storico acquisito.
