Libero e la Panarda2 min read

La notte del 1 giugno 2005  a Nereto due carissimi amici, l’avvocato Libero Masi  e la sua signora Emanuela Chelli,  sono stati  strappati alla vita da mano ancora impunita.
Libero Masi aveva coordinato lo Slow Food d’Abruzzo  e Molise fin dalla prima ora  presentando il patrimonio enogastronomico abruzzese e molisano al Salone del Gusto di Torino nelle edizioni  del 1996, 1998 e 2000. 

Nel 1998 e 2000 aveva organizzato la Grande panarda abruzzese,  pranzo iniziato a mezzogiorno e terminato alle ventitrè dello stesso giorno, essendo composto da 125 portate di cui 27 piatti di pesce, 35 di pasta, 25 di carne e piatti di salumi e formaggi,  e dolci, il tutto con 43 vini scelti a rappresentare il meglio dell’enologia d’Abruzzo e Molise.

L’evento del 1998  suscitò grande interesse a livello internazionale  in quanto rappresentava tutta la cucina delle due regioni, partendo dalla Costa  per passare alla cucina contadina della Campagna,  quella delle Feste e  quella delle grandi montagne dell’Appennino, il Gran Sasso e la Maiella. Quella Panarda fu replicata nel 2000 con ampia eco sulla stampa presente al Salone di Torino. Con l’avvocato  Masi l’Abruzzo aveva partecipato alle edizioni di Cheese nel 1999 e  nel 2001, sempre suscitando grande attenzione e interesse con  i suoi prodotti e produttori.

Anche le edizioni di Ortinfesta, vetrina dedicata agli  ortaggi della piana del Fucino,  attiravano pubblico nel centro Italia e oltre. L’allestimento della Grande Cucina Teramana per due anni di seguito,  2000 e 2001, aveva coinvolto moltissime persone di tutta Italia regalando a tutti una straordinaria esperienza col gusto e  con la cultura del territorio.

Tra i progetti che Masi  aveva in cantiere c’era anche un  festival del brodetto di pesce, un Brodetto Festival  purtroppo mai realizzato e  che in questo quinto anniversario della sua scomparsa vogliamo in qualche modo  proporre.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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0 responses to “Libero e la Panarda2 min read

  1. Continuiamo a ritrovarci tutti qui anche nei mesi e negli anni che passano, contro l’insabbiamento del caso, perche’ soltanto pretendendo giustizia riusciremo a farlo riaprire com’e’ giusto che sia. L’assassino, l’assassina o gli assassini sono ancora liberi di uccidere. Grazie dello spazio, Carlo.

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