Trebbiano d’Abruzzo DOC 2005: speravamo di più?3 min read

Cosa dire dell’annata 2005 di Trebbiano d’Abruzzo. In estrema sintesi siamo rimasti abbastanza delusi, sia  per i risultati sia (soprattutto) perchè non vediamo come il trend possa cambiare in meglio nei prossimi anni. Siamo di fronte infatti a due ordini di problemi. Da una parte la crisi degli ultimi 2-3 anni ha abbassato sino a livelli indicibili (ma diciamolo…..13-15€ al quintale) il prezzo dell’uva Trebbiano. Dall’altra i produttori che prima “tenevano su” il loro Trebbiano con forti iniezioni di altre uve più blasonate( chardonnay su tutte) oggi le destinano al vino/vitigno del momento, il Pecorino IGT (prossimamente parleremo anche di questo). Come risultato, se ci è permesso il gioco di parole, non abbiano una DOC a caduta ma una DOC caduta a livelli non certo entusiasmanti.

Solo pochi produttori in Abruzzo credono ancora nel Trebbiano e gli dedicano le cure di cui ha bisogno per poter dare vini interessanti e stuzzicanti. Non si tratta solo di rese basse ma anche di impegni colturali che richiedono “La MAMA” cioè MAnodopera e MAestria. C’è bisogno cioè di personale esperto che dedichi molto tempo ai lavori in vigna, specie sul tendone, da sempre portato ad altissime produzioni. Tutto questo porta, anzi porterebbe ad alzare i costi di produzione, ma con 15€ (ad andare bene) al quintale si riesce a capire che tipo di Trebbiano possa arrivare nelle numerose cantine sociali abruzzesi. Chi imbottiglia per conto proprio ha una remunerazione maggiore ma, come detto, è attratto sempre più dal vitigno autoctono di moda, il Pecorino, che riesce a strappare sul mercato prezzi doppi e addirittura tripli (sto parlando di imbottigliato) del Trebbiano.

“Ma allora perchè non ne estirpano una parte: servirebbe a dare maggior valore al rimanente” Questo abbiamo chiesto ma la risposta ci ha lasciato con ancora più amaro in bocca. L’estirpazione infatti riguarderebbe quasi sicuramente le vigne più vecchie ed i posizioni difficili (in quell’ottica infatti nessuno estirpa vigneti giovani o facilmente lavorabili) In altre parole le vigne migliori di collina: così rimarrebbero intatti gli ettari di pianura piantati da poco e dediti alla quantità e questo porterebbe il rimedio ad essere peggiore del male.

Ma adesso parliamo da “dentro al bicchiere” di quest’annata 2005. La diluizione presente in molte zone d’Italia la ritroviamo anche qui, con una carenza aromatica che diviene la vera caratteristica dell’annata. I pochi esempi che si staccano dalla media lo devono solo alla passione del viticoltore per questo vitigno. Con quest’arma si riesce anche  a modulare bene il legno (e se lo diciamo noi ci potete credere) ed a ottenere vini di assoluto valore. Comunque troviamo una freschezza generalizzata ma  non molto di più. Perchè comprarlo allora? Per il prezzo e perchè i vini sono comunque corretti e naturalmente adatti per bere un vino leggero che ben si adatta ai piatti estivi a base di pesce e di verdura.

Assieme ai Trebbiano abbiamo degustato anche i Montepulciano Cerasuolo del 2005. Anche qui non abbiamo trovato grandi cose, anche per colpa dell’annata che, come detto, portava verso diluizioni e bucce poco reattive. Vi segnaliamo solo i nostri migliori assaggi, circa una quindicina su cinquanta vini abbastanza corretti ma tutti molto simili nella mancanza di difetti ma anche di pregi.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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