Intervista a due voci, quella di Fabrizio Bianchi e di sua figlia Laura, proprietari del Castello di Monsanto. Con loro parliamo del passato e del presente di questo meraviglioso territorio, puntando soprattutto sulla storia di questa cantina, nata ben sessanta anni fa.”
Ed eccoci alla seconda parte dei risultati dei nostri assaggi friulani. Assaggi che hanno toccato varietà conosciutissime e di moda come sauvignon e pinot grigio, un po’ meno importanti ma di alto profilo come malvasia e pinot bianco, autoctone e non come il friulano, la ribolla gialla, il muller thurgau e il traminer, ma per assurdo non l’uva bianca più piantata in regione.
Chissà se saremo i primi a tenere a battesimo questa nuova categoria di vino in Alto Adige: vini bianchi espressioni di vari vitigni ma che hanno in comune l’estrema concentrazione, la grande potenza magari declinata anche con una discreta dose di legno, seguita da una quasi fisiologica ritrosia (speriamo giovanile) ad esprimersi al naso e possibilità di invecchiamento indefinibili. Noi li abbiamo battezzati “Supertirol”.
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