Nobile 2007, troppo pochi vini per dare un giudizio2 min read

La giornata delle anteprime dedicata al Vino Nobile ci ha riservato una bella giornata di sole, che nella stupenda Montepulciano riesce a moltiplicare a dismisura il piacere di fare due passi tra palazzi che forse non hanno eguali in Italia.
Peccato che, una volta finita la passeggiata si debba entrare in una tensostruttura che riesce nell’impresa di far diventare anonima e bruttina una delle piazze più belle che conosca, Piazza Grande. Speriamo che il prossimo anno, come ci ha garantito il Presidente del Consorzio Federico Carletti, si ritorni nella Fortezza (o, come speriamo noi, ci si trasferisca assieme a Montalcino in strutture diverse e più adatte).
Veniamo ai vini: si presentava l’annata 2007. La vendemmia è stata sicuramente buona (non eccezionale però) e volendo dare un voto sulla fiducia potremmo tranquillamente partire dal 7. Parliamo di fiducia perché di vini del 2007, per vari motivi, ne abbiamo assaggiati veramente pochi. In primo luogo perché le aziende partecipanti erano solo 29 e di queste solo 12 presentavano il vino imbottigliato. Le altre proponevano campioni da botte. Abbiamo quindi potuto spalmare il “7 sulla fiducia” solo su 12 vini, cercando di confermarlo assaggiando i vini non imbottigliati. Ho detto cercando non a caso. Il tipo di servizio adottato quest’anno non ha certo facilitato le cose.  Non potevi chiedere il vino x o y, dovevi aspettare che passasse di fronte a te il sommelier addetto a quel vino. Poteva anche succedere che questo facesse un giro diverso (modello tram) e quindi, come è capitato a me con il campione n° 4, non riuscire ad assaggiarlo. Forse avere meno “inventiva di servizio” non sarebbe un male.
Comunque l’idea che ci siamo fatti è di una vendemmia che a Montepulciano si dimostra potente ma ancora da domare. I nasi infatti sono molto compressi ed avranno bisogno di molti mesi per esprimere quelle note di frutta a cui siamo abituati. In bocca i vini mostrano bei tannini ma non ancora fusi con le altre componenti. In definitiva vediamo il 2007 come un’annata che solo il tempo potrà  aiutare a trovare la sua giusta collocazione.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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