Vino al Volo
Ostuni bianco Signora Nina 2024, Oronzo Greco
Giallo paglierino luminoso, aroma delicato di frutta bianca, dalle leggere note di erba e finocchio selvatico, fresco e sapido sul palato.
Giallo paglierino luminoso, aroma delicato di frutta bianca, dalle leggere note di erba e finocchio selvatico, fresco e sapido sul palato.
Il Solaia non ha certo bisogno di presentazioni, nato da una costola del Tignanello nell’ormai lontano 1978, ossia nella Preistoria della moderna viticultura italiana, ha subito assunto una sua propria personalità
ru di Sangiovese a bassa resa maturato in botti grandi in perfetta forma: note di frutta ben bilanciate dal legno, palato fresco, tannini risolti, chiusura lunga e piacevole.
Un anno fa scrivevamo che erano in atto dei lenti cambiamenti. Anche quest’anno abbiamo avuto la stessa sensazione , purtroppo rendendoci conto in qualche caso che i cambiamenti non sono facili da portare, con buoni risultati, a compimento.
Bevo questo straordinario bianco nell’ultima cena dell’anno da Mimmo De Gregorio allo Stuzzichino di Sant’Agata sui Due Golfi insieme ad una bella compagnia.
La Valtellina del vino dopo anni difficili è riuscita ad approfittare in pieno dell’aumento delle temperature, riuscendo così a portare a maturazione completa la chiavennasca (alias nebbiolo).
Le tradizioni vanno rispettate e così a gennaio ci sono due eventi scolpiti nella pietra: il primo è il 6 gennaio L’Epifania e il secondo, due settimane dopo, la riunione dei redattori di Winesurf.
Questo piccolo territorio tra Firenze e le porte dell’Appenino è sempre stato un punto fisso nel nostro modo di intendere il sangiovese.
Le annate calde in zone tradizionalmente calde possono creare dei problemi. A Bolgheri hanno le armi per risolverli, più che da altre parti, ma comunque il “marchio” dell’annata resta.
Fa sempre un certo effetto assaggiare accanto a… Benozzo Gozzoli e al Perugino! Questo succede quando degusti in una sala della Chiesa/Museo di San Francesco a Montefalco.