Fabio Sireci: ai produttori siciliani serve l’orgoglio collettivo e l’umiltà del singolo12 min read

Abbiamo intervistato Fabio Sireci, titolare di Feudo Montoni e produttore del Sicilia DOC Vrucara 2021, miglior vino d’Italia per la nostra guida. Un nero d’avola siciliano ha così messo dietro grandi vini di zone molto più blasonate, a testimonianza di quanto può dare questa meravigliosa terra. Con Fabio abbiamo parlato della situazione siciliana, non solo enoica, delle difficoltà e delle enormi possibilità di fare vino nel mezzo alla Sicilia e di molte altre cose.

Feudo Montoni e le sue vigne

Winesurf: “Per prima cosa congratulazioni. Miglior vino d’Italia per Winesurf magari non ti farà svuotare la cantina ma spero ti abbia dato almeno un po’ di soddisfazione?

Fabio Sireci: “Certo, e devo dirti veramente grazie! Tu non sei morbido e generoso nei voti e  vedendo il voto che ci hai dato mi fa ancora più piacere aver ricevuto questo riconoscimento.

W: “In realtà non sono io ma siamo noi, la redazione, a decidere. Comunque grazie a nome di tutta la redazione. Ma parliamo di te e di voi: presenta un po’ Fabio Sireci e Feudo Montoni.”

F.S. “Noi siamo tra le più antiche aziende siciliane essendo nati nel 1469 e agli amici americani che arrivano da noi dico che quando qui si faceva vino Cristoforo Colombo ancora non era partito per le ‘Indie’. La mia famiglia acquista la tenuta alla fine dell’ottocento dal Barone Francica Nava di Bondifé, Cardinale di Catania che aveva vigneti anche in altre parti della Sicilia. Per lui lavorava una specie di consulente, Padre Nebbia, che faceva la spola tra le varie tenute, tra cui Feudo Montoni.

W. “Con le strade di allora sarà stato sempre per strada!”

F.S. “Guarda che oggi le strade sono le stesse! Comunque questo Padre nebbia nei suo continuo muoversi portava con sé semi, piantine e anche barbatelle. Quindi a Montoni abbiamo vigne che hanno una storia più che centenaria. Inoltre, come avrai visto quando sei venuto a Montoni, attorno a noi c’è il nulla. Siamo distanti da tutto, su quest’altipiano a quasi 800 metri con attorno il niente. Ce lo diceva il dottor Tachis che le caratteristiche irripetibili di Montoni derivano dal fatto che attorno c’è una specie di camera sterile, anche dal punto di vista genetico, che l’ha mantenuta uguale nel tempo non solo per le viti ma anche per le altre piante, per esempio le arance. Comunque veniamo a oggi: l’azienda l’ha portata avanti il mio papà e poi sono arrivato io con studi di ingegneria meccanica. Però l’amore per queste terre, le giornate passate nelle vigne con papà, le passeggiate e molto altro mi ha fatto restare qui e non emigrare, visto che le possibilità per ingegneri meccanici in Sicilia non ci sono. Però parlai con lui per fare dei cambiamenti: in primo luogo la vendita di uve o sfuso, dato che Il 70/80% del vino di Feudo Montoni andava nelle cantine di grandi aziende siciliane.

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Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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