Degustazione Teroldego. Vendemmia 2022, alla faccia dell’annata difficile!2 min read

Che il Teroldego Rotaliano sia un vino particolare lo diciamo da anni, che si trovi in una situazione tecnico-commerciale difficile, diviso tra chi vuol fare grande qualità (piccoli produttori) e chi se lo ritrova praticamente tra le scatole (grosse cantine sociali) anche questo è acclarato, ma che in un’annata molto complicata per caldo, estrema siccità e magari piogge venute nei momenti peggiori e con intensità importanti, riesca a dare dei risultati del genere non ce lo aspettavamo.

Teroldego

Stiamo parlando della vendemmia 2022 che ci ha presentato una serie di Teroldego Rotaliano di altissimo profilo: ben 5 dei sei Vini Top vengono da questa vendemmia e solo un vino del 2022 tra i molti presentati ha ottenuto meno di 80 punti.

A cosa si debba questo exploit in un annata complicata non sappiamo dirlo, possiamo solo ipotizzare che una superficie fogliare importante come quella nelle pergole trentine di Teroldego sia riuscita preservare aromi e freschezza, ma sicuramente ci sono altre motivazioni, come forse una resa non proprio bassissima che ha evitato estrema concentrazione e non ultima la bravura dei giovani produttori. Certo è che il teroldego si dimostra un vitigno che preferisce le annate secche a quelle umide, prova ne sia che i 2024 degustati, figli di un’annata non certo asciutta, non ci hanno dato grandi risultati.

Siamo ancora più sorpresi del risultato perché molti dei grandi rossi italiani del 2022 che abbiamo degustato si sono rivelati “oberati” di alcol, di ruvida pienezza, di tannicità da smussare, mentre i Teroldego Rotaliano del 2022 hanno mostrato corpo importante ma soprattutto equilibrio, aromi freschi e tannicità rotonde e dolci.

La piana Rotaliana

Vini di altre annate, in particolare 2023 e 2024, hanno completato il quadro degustativo.  Come accennato i 2024 non promettono molto: vini un po’ diluiti e semplici, ma aspettiamo al varco i più importanti per parlare con maggiore cognizione di causa. La 2023 invece promette bene: vini forse non estremamente potenti ma di buona freschezza e dinamicità.

In generale siamo stati molto soddisfatti degli assaggi, anche tenendo conto che, per problemi vari, le bottiglie dell’assaggio non sono sempre state in luoghi perfetti per essere conservate.

Ma il Teroldego è un vitigno che passa sopra a tanti problemi.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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