Cava De la Finca 2018, Raventòs i Blanc1 min read

Tra gli spumanti prodotti nel globo terracqueo, i meno reperibili sul suolo italico sono i Cava. Nonostante la relativa vicinanza dal luogo di produzione, cioè il Penedes (regione storico-geografica Catalana) la loro reperibilità nelle carte dei ristoranti scarseggia.

A chi ama la precisione posso dire che i Cava sono prodotti da circa 250 aziende in 250 milioni bottiglie e sono autorizzati a produrre Cava 47 comuni delle Provincia di Barcellona e 16 in quella di Tarragona.

Detto questo il Cava scelto da me per un confronto con altri spumanti, proviene da una delle aziende più blasonate e che risponde al nome di Raventòs i Blanc, attiva dal 1497. Il vigneto odierno (nella Conca del Rio Anoia) è il risultato di una selezione massale da piante messe a dimora nel 1888 da Manuel Raventòs Domènech, ideatore dell’impiego delle tre uve tipiche: macabeo, xarel-lo e parellada.

Prodotto impiegando i principi della agricoltura biodinamica, il  non è “dosato” e sosta sui lieviti un minimo di 30 mesi.

Il mio lotto di 3 bottiglie, tutte aperte, ha evidenziato una certa irregolarità. L’ultima di ieri era molto buona; bel perlage fine e continuo con sentori di agrumi e mandorla. Sorso lineare, pulito, moderatamente salino e ben equilibrato. Ideale con orecchiette con broccoli e acciughe.

Per il canale Horeca In Italia è distribuito da Ceretto

Lotto di 3 bt: 66 euro sul sito del produttore.

Giovanni Solaroli

Ho iniziato ad interessarmi di vino 4 eoni fa, più per spirito di ribellione che per autentico interesse. A quei tempi, come in tutte le famiglie proletarie, anche nella nostra tavola non mancava mai il bottiglione di vino. Con il medesimo contenuto, poi ci si condiva anche l’onnipresente insalata. Ho dunque vissuto la stagione dello “spunto acetico” che in casa si spacciava per robustezza di carattere. Un ventennio fa decisi di dotarmi di una base più solida su cui appoggiare le future conoscenze, e iniziai il percorso AIS alla cui ultima tappa, quella di relatore, sono arrivato recentemente. Qualche annetto addietro ho incontrato il gruppo di Winesurf, oggi amici irrinunciabili. Ma ho anche dei “tituli”: giornalista, componente delle commissioni per la doc e docg, referente per la Guida VITAE, molto utili per i biglietti da visita. Beh, più o meno ho detto tutto e se ho dimenticato qualcosa è certamente l’effetto del vino.


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