Criomacerazione, vinificazione in acciaio con lieviti indigeni e sei mesi di sosta sur lies, ci donano un vino fresco, verticale, con spiccata vena acida.
Un banco d’assaggio organizzato dalla sezione monzese dell’AIS dedicato al vitigno nebbiolo, ci ha dato la possibilità di poter degustare oltre una trentina di vini.
Gli anni lo hanno spogliato quasi del tutto dei riflessi violacei e dei tannini più aggressivi, donandogli un colore profondo e lasciandone integra l’inconfondibile nota varietale.
Amo i ristoranti rassicuranti, dove trovi quella sobrietà familiare, quasi domestica, che solo gli ambienti a lungo frequentati, o contraddistinti da uno stile pacato, poco chiassoso, quasi che una patina d’antico li avvolgesse come un vecchio mobile di casa sopravvissuto a tante generazioni, sanno dare
Dal 2006 abbiamo degustato 63935 vini. trova il vino che stai cercando
In montagna il gusto del nebbiolo ci guadagna. Vabbè, battute scontate a parte questo 2009 conquista il palato per la finezza, tanto che parlare di surmaturazione sembra un ossimoro.
Un sangiovese che mostra il garbo vellutato di annate più calde senza derogare al suo carattere austero. Profumi classici, nettissimi e complessi. Mi ha fatto esclamare: “Ma come è buono!” Questo Chianti Rufina più che la quadratura del cerchio è la rotondità del quadrato, venduto a prezzo troppo basso.
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