L’Altissimo, che tramite la Curia fiorentina detiene le vigne della Pieve di Campoli e forse lo spirito del prete-vignaiolo don Giotti c’hanno certamente messo del loro.
Quando frequenti un posto per pochi giorni all’anno, ma per molti anni (supponiamo cinquanta), è inevitabile subire l’effetto di quella che si potrebbe chiamare la familiarità cadenzata.
Un grazie a Stefano Mancinelli è d’obbligo e un pensiero a quanto potrebbe dare al mondo degli amanti del vino questo vino/vitigno è altrettanto doveroso.
Gli anni ’90 sembrano così lontani, allora i supertuscan avevano adombrato gli altri vini della regione, soprattutto perché spuntavano prezzi per altri inimmaginabili.
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