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IGP al femminile per Barolo molto… maschi
È noto che noi donne degustatrici siamo molto più severe nei giudizi: cerchiamo le sfumature, le nuances più delicate e seducenti, ma non prive di carattere e personal
È noto che noi donne degustatrici siamo molto più severe nei giudizi: cerchiamo le sfumature, le nuances più delicate e seducenti, ma non prive di carattere e personal
Secondo giorno in Langa per I Giovani Promettenti più il solito “infiltrato” Pasquale Porcelli, con la presenza straordinaria di Marina Betto, che sostituisce Luciano Pignataro, assente giustificato.
Ci siamo trovati di fronte a vini equilibrati, con tannini in qualche caso giustamente accennati, che usando una frase di moda potremmo definire “giocati in sottrazione”.
Oramai ci potete rimettere l’orologio: dopo i Morti e i Santi arrivano I Giovani Promettenti che però non coprono l’intero territorio nazionale ma si limitano alla Langa.
L’annata 1991 è d’annoverarsi tra quelle minori per il Barolo; classificata a 2/3 stelle (su cinque) non se ne ipotizzava un futuro di longevità.
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Un vino di rara pulizia, superpremiato, che ha fatto storia dalla sua prima messa in commercio nel lontano 1983, e che ha molto aiutato nel far conoscere al mondo la Valtellina ed i suoi vini.
Nessuno è profeta in patria: né il sottoscritto, a cui questo piacevolissimo, generoso e profumato Chianti (Sangiovese 90% e Foglia Tonda 10%), affinato solo in acciaio, viene fatto da anni praticamente sotto il naso, né i produttori, che non a caso sono di Monza e dal 2003 sono nelle Crete Senesi a fare gli agricoltori. … Continua a leggere
Il mai abbastanza compianto Kyle Phillips mi diceva sempre, scherzando ma non troppo, che dovevo essere fissato coi formaggi. E aveva ragione. E’ stato infatti un mese fa, in occasione della consegna, a Certaldo Alto, del premio dedicato dall’Aset alla sua memoria (e destinato al giornalista enogastronomico under 35 più anticonformista dell’anno, andato per il … Continua a leggere
Il barolista Flavio Roddolo ha sempre amato tanto il Dolcetto. Tra i primi ad insistere sulla possibilità di allungare i tempi di assaggio. Per me ha il giusto rapporto tra il corpo e la sensazione di facile beva che non lascia insoddisfatto nemmeno ad un agnello vero che ha brucato in Irpinia. Montanaro il produttore, … Continua a leggere
Si legge Sud e si pronuncia Primitivo. Di Manduria o di Gioia del Colle poco importa agli occhi degli appassionati. Il fatto è che questo rosso, molto problematico sino a qualche anno fa, è diventato la punta di diamante dell’enologia pugliese e del Sud. Non è solo una questione di successo commerciale, ma anche di … Continua a leggere

