Bardolino e Chiaretto: passi avanti ma non troppo “spumeggianti”3 min read

Lo scorso 6-7 marzo le truppe di Winesurf sono sbarcate in forze (addirittura in due!!!) a Lazise, al Banco d’Assaggio Chiaretto e Bardolino dell’annata 2009, che si è svolto  all’interno dell’accogliente struttura della Dogana Veneta.

L’evento si è sviluppato in due fasi: il primo giorno solo per la stampa e il secondo dedicato al pubblico degli appassionati che (pure loro in forze) sono arrivati nonostante il tempo non promettesse niente di buono. Settanta le aziende presenti, quasi tutte quelle della zona di produzione, circa 160 i vini in degustazione  tra Bardolino, Chiaretto e la novità di quest’anno: il Bardolino Chiaretto Spumante.

Il Bardolino è un vino in crescita, bistrattato per anni per la scarsità di pregio enologico di cui si è fregiato: oggi conta su una produzione di circa 22 milioni di bottiglie. Da circa un anno e mezzo Angelo Peretti, giornalista e responsabile del Consorzio, ne  ha sposato la causa ed insieme ai produttori sono state messe in evidenza le difficoltà (prima) e le soluzioni (dopo) che avrebbero dato una notevole spinta a questa zona.  “L’idea è quella di creare un vino giovane, beverino, ironico, un vino che non si prenda troppo  sul serio” questo lo spirito di Peretti e dello staff che collabora con lui. E noi crediamo che l’obiettivo si stia lentamente concretizzando, così da ritenere che questa denominazione abbia un futuro molto promettente davanti a se.
Uno dei punti di forza è sicuramente il prezzo che, se pur cresciuto del 10 – 15% quest’anno (caso più unico che raro in Italia), mantiene sempre un livello talmente basso da farlo favorire a molte altre tipologie. L’altro pilastro è la sua qualità media, che lo porta ad essere un vino sempre più pulito e piacevole da usare a tutto pasto, mai invadente e sempre invitante.

Tra i Bardolino degustati alcuni presentano qualche lacuna altri invece appaiono troppo costruiti, con la evidente presenza di vitigni che esulano dalla realtà storica di questo vino. Un discreta percentuale mostra però maturità  e cura da parte del produttore:  in tutti si evidenzia una presenza tannica costante accompagnata da una buona freschezza.

Passiamo al Chiaretto. L’annata 2009 è stata difficile: caldo, piogge scarse e lo spauracchio della grandine che colpisce annualmente la zona, sono gli elementi che lo hanno penalizzato. Malgrado ciò la degustazione ha riservato piacevoli sorprese ed una media generale sufficiente, malgrado la mancanza di freschezza e di una buona schiena acida in molti di essi. Panorama olfattivo quasi sempre discreto. Ancora con qualche lieve titubanza (si spera solo dovuto all’annata) il Chiaretto prosegue il suo percorso qualitativo ed infatti  da una piacevole chiacchierata con Peretti emerge che “Il 2009 è stato un anno duro per la viticoltura italiana. A farne le spese sono stati i vitigni difficili da gestire. Comunque da circa due anni l’attenzione dei produttori è cambiata e stiamo facendo progressi  nonostante le avversità climatiche”.

Discorso a parte per il Bardolino Chiaretto Spumante: qua la strada è appena cominciata e i dati della degustazione lo confermano:  pochi i campioni in assaggio e ancora meno quelli che ci hanno convinto.

Dunque Bardolino e Chiaretto in crescita: tutto ciò è anche sottolineato dagli obiettivi ambiziosi del Consorzio di cui Peretti si fa portavoce “Aumentare la produzione di spumante, creare un Bardolino lifestyle e creare un Bardolino di terroir, riconoscibile organoletticamente perché legato ad un determinato territorio.”

Non ci resta che augurare un buon lavoro a tutti i produttori di Bardolino e Chiaretto che vogliono dare di questi vini un’immagine giovane, fresca, di vini alla portata di tutti.

 

Di seguito i nostri assaggi migliori:

 

Bardolino Chiaretto Spumante
 – Bergamini

 

Bardolino Chiaretto 2009
– Cavalchina
– Bergamini
– Campostrini
– Pigno
– Villa Medici

Bardolino 2009
– Le Ginestre
– Castellani
– Le Fraghe
– Guerrieri Rizzardi
– Marchesini
– Meneghello
– Tre Colline

Gianpaolo Giacomelli

È nato a Lerici, vive a Castelnuovo Magra ed è quindi uomo di confine tra Toscana e Liguria. Al momento della “scelta” ha deciso di seguire la passione per le cose buone invece del comodo lavoro dietro una scrivania. Così la “scelta” lo ha portato a Londra a frequentare i corsi per Master of Wine, finendo tempo e soldi prima di arrivare agli esami. A suo tempo ha aperto un winebar, poi un’enoteca e alla fine ha un’associazione culturale, un wineclub, dove, nella figura di wine educator, propone serate di degustazione e corsi. Fa scorribande enoiche assaggiando tutto quello che può, sempre alla ricerca di nuovi vini. Ha collaborato con varie testate del settore, contribuito alla nascita delle guide vini Espresso e Vini Buoni d’Italia prima di dedicarsi anima e corpo a Winesurf.


ARGOMENTI PRINCIPALI



LEGGI ANCHE