GarantitoIGP
La storia di Giò e Giua’ per il sugo Sciuè Sciuè
Tanti anni da c’erano due amiconi, entrambi chiamati Giovanni: il toscano Giò (Gerini) e il napoletano Giua’ (Fiorillo).
Tanti anni da c’erano due amiconi, entrambi chiamati Giovanni: il toscano Giò (Gerini) e il napoletano Giua’ (Fiorillo).
Ricordo alla perfezione il momento in cui il compianto Ugo Contini Bonacossi mi regalò questa bottiglia. Anzi, una cassa di queste bottiglie.
VINerdì IGP, un vino in 300 battute Mica facile oggi farsi sorprendere da un metodo classico chiantigiano a base Sangiovese. Ci riesce quest’intrigante dosaggio zero: naso intenso di crosta di pane, note fumè e biscotti Lazzaroni (profumi della memoria), lasciati sospesi nel retrogusto e tenuti a bada dall’acidità e dalla verticalità del sorso.
Sono rimasto un po’ sorpreso quando qualche tempo fa ho ricevuto l’invito a partecipare a una “verticale della bistecca”.
Uscì dalle mani di Carlo Ferrini il Brunello di Montalcino 2003 che ho avuto recentemente modo di assaggiare.
Molto ruota attorno al Rosso di Montalcino e alle sue tante funzioni strategiche.
Adoro le verticali, perché consentono di capire molto non solo sull’evoluzione di un vino in sé (che non è poco, comunque), sulle aziende che lo producono e la loro storia ma, più in generale, anche sui mercati vinicoli, l’economia e le abitudini di consumo che una società, bevendo il vino, esprime nel tempo. Quella che, … Continua a leggere
Il bello di questo mestiere è che – sia essa verità o suggestione – il vino e ciò che gli ruota attorno finisce spesso per essere l’anello mancante di un cerchio da chissà quanto tempo in attesa di chiudersi.
Assai godibile ma sfaccettato, suadente, gastronomico e tutt’altro che banale.
Questa è la storia di un vino fatto da un’azienda dove la maggioranza è bulgara, ma il capo del governo è francese.