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VINerdì IGP: Rosso di Montepulciano DOC 2015 Contucci
Vai alla cena per la giuria del premio Gambelli 2018 (premiazione 15/2 all’anteprima del Nobile) e a tavola ti imbatti quasi per caso in questo pulito, fresco e fruttato sangiovese.
Vai alla cena per la giuria del premio Gambelli 2018 (premiazione 15/2 all’anteprima del Nobile) e a tavola ti imbatti quasi per caso in questo pulito, fresco e fruttato sangiovese.
Quello dell’extravergine, in Italia, è un argomento delicatissimo: quando se ne parla, spesso corrono lunghi brividi. Brividi che si moltiplicano quando si discetta di classificazioni e di tipologie.
Sarà moda, sarà marketing, ma io questo giovane e generoso Chianti bio senza solfiti, bello succoso e violaceo, con quei sentori da potpourrì che mi piacciono tanto, in una fredda serata di zuppe, formaggi e salumi, me lo sono bevuto tutto.
Nessuno è profeta in patria: né il sottoscritto, a cui questo piacevolissimo, generoso e profumato Chianti (Sangiovese 90% e Foglia Tonda 10%), affinato solo in acciaio, viene fatto da anni praticamente sotto il naso, né i produttori, che non a caso sono di Monza e dal 2003 sono nelle Crete Senesi a fare gli agricoltori. … Continua a leggere
Il mai abbastanza compianto Kyle Phillips mi diceva sempre, scherzando ma non troppo, che dovevo essere fissato coi formaggi. E aveva ragione. E’ stato infatti un mese fa, in occasione della consegna, a Certaldo Alto, del premio dedicato dall’Aset alla sua memoria (e destinato al giornalista enogastronomico under 35 più anticonformista dell’anno, andato per il … Continua a leggere
Come di consueto qui, ecco un vino che in teoria non aveva nulla per piacermi ma che in pratica mi è piaciuto: legno e taglio un po’ esterofili (Sangiovese, Merlot, Syrah e Cabernet S.) per un “vinone” maremmano che poi però è meno “one” del previsto e sa contenersi senza però perdere di identità, mantenendosi … Continua a leggere
La foto che vedete qui sopra è praticamente una confessione, anzi la prova del reato di resa ai languori feriali.
Avete presenti certe notti insonni per il caldo, quando a causa del nervoso e del gironzolare per casa vi viene una sorta di fame isterica o una voglia ingiustificata di qualcosa? Ecco, in questi casi di norma uno apre il proverbiale frigorifero e si scatena.
Non vado pazzo per il Prosecco e neppure per il Valdobbiadene, lo ammetto, ma l’equilibrio, l’eleganza e la riposante vivacità di questa bottiglia mi ha rallegrato…
Si tratta di un’istituzione ultracentenaria (nacque nel 1903 come “Regio Istituto”) e, soprattutto, attivissima sia nella ricerca d’avanguardia applicata alla viticoltura, sia nella conservazione della biodiversità. E’ infatti titolare della più grande collezione italiana di vitigni antichi e rari.
Niente di più bello che assaggiare un vino che ti entusiasma anche quando non ami la tipologia a cui appartiene. Il Calcarole Amarone Classico 1995 di Guerrieri Rizzardi è tra questi: asciutto e profondo, note di grafite e cipresso, bocca severa, solenne e composta. Il colore? Incredibile, dopo 22 anni. Lo fanno a Negrar, in … Continua a leggere