Editoriale
Valle d’Aosta, alla scoperta della “boutique” del vino italiano.
Un viaggio di tre giorni alla scoperta dei vini di questa terra di montagna, dove i vigneti hanno caratteristiche spesso uniche e comunque molto diverse da zona a zona.
Un viaggio di tre giorni alla scoperta dei vini di questa terra di montagna, dove i vigneti hanno caratteristiche spesso uniche e comunque molto diverse da zona a zona.
L’Arneis ormai è diventato il vino trainante del Roero, tanto da raggiungere i mille ettari vitati e quasi 8 milioni di bottiglie, dieci volte in più del Roero Rosso, tanto per capirsi.
La manifestazione ha cambiato e sta cambiando pelle, non essendo più incentrata su un “vinosauro” ma anche su altri due importantissimi pilastri, specie guardando al futuro: il Montefalco Rosso e i vini bianchi del territorio.
I profumi sono immediati e facili, come è del resto il DNA di questo vino che può comunque invecchiare benissimo, però da giovane è figlio di un mercato che richiede riconoscibilità e semplicità di beva.
La zona del Trevigiano, famosa per Prosecco DOC e DOCG, offre anche scelte diverse e sorprendenti che fanno capire come “ci sia vita oltre la glera”
Tra i vini bendati in degustazione ce n’era uno che potrebbe essere il capofila di un modo diverso e ora molto di moda di fare e proporre vino
Giuseppe ha le vigne su un terreno ballerino, quello dei Campi Flegrei, dove coltiva piedirosso e falanghina.
Dalla Patagonia una bollicina cremosa, piacevole di grande bevibilità, tanto che è finita in baleno.
Il Belvedere Roero è forse uno dei locali con il miglior rapporto qualità/prezzo del Piemonte, a cui si aggiunge una carta dei vini ampia, particolareggiata, praticamente mondiale, che può soddisfare qualsiasi appassionato.
Quando arrivi a Nittardi sei accompagnato dal bosco chiantigiano e dai vigneti a cui si aggiungono innumerevoli opere d’arte che vengono dai quattro angoli del mondo.