Anteprima Brunello 2003: ci si aspettava di peggio!2 min read

Siamo venuti a Montalcino per l’ Anteprima del Brunello decisamente prevenuti, con la convinzione di andare ad assaggiare dei 2003 immeritevoli dell’attribuzione (a suo tempo) delle quattro stelle a un’annata notoriamente difficoltosa. Le degustazioni ci hanno fatto correggere in senso positivo la valutazione, se pur di poco. "Ci si aspettava peggio…" è stato un commento condiviso.

Scorrendo gli appunti presi durante due mattinate trovo spesso le espressioni "molto asciutto", "tannino da risolvere (quando?)" o "finale amarognolo" che non ricorrevano con altrettanta frequenza nelle passate edizioni. Questi 2003 insomma risentono oggi di maturazioni fenoliche spesso approssimate, e di un rapporto fra acidità e tannini a sfavore della prima, caratteristica anomala per questo vino. La deriva si è rivelata tuttavia più contenuta del previsto, e non abbiamo rilevato troppi maldestri aggiustameni di cantina come è capitato (e continua a capitare) ad esempio per il 2000. Il lato aromatico presenta variazioni maggiori tra un’etichetta e l’altra, anche se le temute "marmellate" sono risultate in netta minoranza. Pur sfoderando la classica potenza che gli è caratteristica, il Brunello 2003 si presta meno a scommesse sulla sua mitica longevità.

Va comunque considerato che quest’anno per una ragione o per l’altra la lista delle "grosse firme" assenti alla manifestazione è risultata piuttosto lunga. Torneremo quindi entro pochi mesi sull’argomento con valutazioni più ampie e ragionate.

"Benvenuto Brunello" ha proclamato intanto le "cinque stelle" per l’annata 2007: prendiamo atto e staremo a vedere. L’altra faccia di Montalcino, il Rosso, si è presentato col 2006: un’annata da cui ci spettiamo molto per il Brunello, e in effetti questi Rossi brunelleggiano più del solito. La prassi di vigna e di cantina concede notevole libertà, e accanto a questa corposità il registro aromatico si è manifestato con la prevedibile diversificazione di stili.

A dispetto delle perplessità di noi critici, indirizzate su certe annate e su certe aziende in particolare, va detto che l’economia ilcinese del vino e del suo indotto si dichiara più che contenta dell’andazzo.

Anche in virtù della quantità ridotta del 2002,  il Consorzio fa sapere che questo 2003 messo ora in vetrina è già venduto per il 50%. I soli Stati Uniti si bevono un quarto della produzione, qualcosa su cui meditare fra un bicchiere e l’altro.

Alessandro Bosticco

Sono decenni che sbevazza impersonando il ruolo del sommelier, della guida enogastronomica, del giornalista e più recentemente del docente di degustazione. Quest’ultimo mestiere gli ha permesso di allargare il gioco agli alimenti e bevande più disparati: ne approfitta per assaggiare di tutto con ingordigia di fronte ad allievi perplessi, e intanto viene chiamato “professore” in ambienti universitari senza avere nemmeno una laurea. Millantando una particolare conoscenza degli extravergini è consulente della Nasa alla ricerca della formula ideale per l’emulsione vino-olio in assenza di gravità.


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