Molti iniziano l’anno facendo buoni propositi: non è mia abitudine ma quest’anno l’esempio di un uomo conosciuto da poco che ci ha lasciati proprio il 31 dicembre mi ha portata a farne uno specifico.
Gennaro Papa era un uomo dall’apparenza pacifica che invece nascondeva una forza interiore enorme. La sua famiglia vive da secoli in Campania (terra non facile per il vino, specie negli anni ’80 del secolo scorso) e nello specifico a Falciano del Massico, in provincia di Caserta.
Un comune del tutto sconosciuto se non fosse per la produzione di Falerno del Massico, una DOC poco nota perché microscopica, ma di livello altissimo. E a chi si deve se questa denominazione e soprattutto il vitigno Primitivo del Massico (da non confondere con il Primitivo pugliese) non sono scomparsi dal panorama enologico campano? Proprio a Gennaro Papa che a fine anni ’80 del secolo scorso ha capito che valeva la pena recuperare i vigneti di 80-100 anni su piede franco che la sua famiglia aveva preservato.

È tornato a produrre Falerno e a lavorare con questo clone di Primitivo da tempo dimenticato. Dopo di lui altri in zona lo hanno fatto e oggi sono 5 i comuni interessati dalla Denominazione. Tutto questo per dire che Gennaro Papa è stato un uomo che ha impresso un segno duraturo alla sua terra e l’ha lasciata molto migliore di come l’ha trovata. Ecco questo è il mio proposito per 2026: fare la mia microscopica parte perché la terra dove vivo e gli ambienti che frequento siano migliori. Per quanto minimo (non certo come quello di Gennaro Papa) spero che anche il mio segno rimanga.
