Rosso Piceno e Superiore: è il momento!2 min read

Le degustazioni dei Rossi Piceno (Superiori e non) si sono svolte il giorno seguente agli assaggi dei Pecorini, Passerine e Falerio vari. Venivano quindi da un assaggio non certo esaltante e le facce erano piuttosto abbattute. Sin dall’inizio abbiamo capito che era tutta un’altra musica. I Rosso Piceno (in particolare i 2007) sono vini dove il Montepulciano si esprime con ruvida freschezza ed il Sangiovese accompagna, riuscendo a mitigare qualche spigolo: in definitiva degli ottimi “vini quotidiani”( e magari anche qualcosa di più….), visto che i prezzi medi si attestano sui 6-7€ in enoteca.  I Superiore (specialmente i 2005) in molti casi hanno strutture e complessità da grande vino e prezzi veramente contenuti. Gli oltre 50 campioni assaggiati ci hanno presentato quindi un quadro piuttosto roseo di questa estesa denominazione, che ancora non riesce ad imporsi a livello nazionale. Molto vino si vende sfuso in “direzione nord” e serve per apportare potenza e corpo a prodotti di denominazioni molto più blasonate. In definitiva un po’ la stessa fine del cugino confinante, quel Montepulciano d’Abruzzo che però ha nel suo arco alcuni grandi nomi che lo hanno fatto conoscere non solo come vino da pasto o da cisterna. Forse quello che manca in zona è proprio il grande nome, tanto per fare un paragone il Gaia locale, che riesce a fare breccia ed a presentare i vini rossi del piceno DOC sotto altra luce. HO scritto DOC perché alcuni grandi prodotti ci sono ma ricadono nel calderone degli IGT e brillano solo di “luce propria”.
Ci sembra però che sia giunto il momento per il definitivo salto di qualità. Ce lo dicono gli alti punteggi medi della degustazione (Piceno base 2,52, Superiore  2,71) che niente hanno da invidiare a vini più blasonati. Ce lo dice anche il fatto che nessun vino ha mostrato quei difetti che negli scorsi anni erano, regolarmente, presenti. Adesso si tratta di avere la forza, anche economica, di uscire fuori dal proprio guscio, sapendo che quanto si propone è di ottimo livello.
Quasi per assurdo le cose migliori i Rosso Piceno le potranno dare proprio in questi anni, con vigneti dall’età media piuttosto alta e quindi con potenzialità notevoli per vini di qualità. Magari tra qualche tempo il successo porterà a ripiantare velocemente, producendo così vini da vigne molto più giovani, inadatte subito all’alta qualità. Le complessità quasi “non volute” che abbiano trovato in tanti vini sono figlie di vigne vecchie che, magari lavorate in maniera più consona, cominciano adesso a dare frutti di indubbio pregio. Il consiglio è così quello di provarlo adesso questo vino, dal grande rapporto qualità/prezzo, perché tra qualche anno la qualità ci sarà sempre…ma il prezzo?

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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