La crisi del vino non è solo una questione di calo dei consumi o di prezzi esorbitanti; è il sintomo del collasso di un sistema che ha smesso di riconoscersi come filiera.
La mia campagna è buona come il pane di grano duro, come le frisedde con l’olio e l’origano, come il vino scuro nel capasone. La mia campagna è primitiva al pari di quei grappoli neri e accalorati delle contrade più rocciose di Gioia del Colle.
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