GarantitoIGP
InvecchiatIGP: Chianti Classico Sant’Alfonso 1999, Rocca delle Macie
Questo vino mi è sempre piaciuto per la sua “trattenuta rusticità” che si traduce in una tannicità viva ma equilibrata.
Questo vino mi è sempre piaciuto per la sua “trattenuta rusticità” che si traduce in una tannicità viva ma equilibrata.
Questo Campo alle More 2021, da vigneti sopra ai 500 metri, è proprio un bel Pinot Nero: frutta di bosco al naso, corpo importante e succoso con tannini dolci, setosi e avvolgenti.
Cosa possiamo fornire noi matusalemme enoici ai giovani che si approciano a fare il nostro lavoro nei prossimi 40 anni? Forse, ripeto forse, dei consigli.
Quest’anno per quanto riguarda i vitigni definiti internazionali e coltivati in Alto Adige, Trentino e Friuli Venezia Giulia, abbiamo pensato di presentare i risultati in parallelo, in modo da permettere ai nostri lettori di avere un panorama più ampio.
Siamo ormasi alla terza presentazione dei vini col marchio Brix, nome mutuato dalla antica radice celtica di Brisighella, che si riferisce ai vini fatti con l’albana, proponendosi di ridefinire un altro stile per questi bianchi.
Iniziamo con il sauvignon a parlare “in parallelo” dei risultati di tre regioni bianchiste (una regione e due province per precisione) del nord-est d’Italia, cioè Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige.
L’annata 1993 non fu certo eccezionale, ma in Valpolicella, a parte per coloro che ad agosto si sono visti falcidiare vari filari a causa delle grandinate, è stata sicuramente buona, più qualitativamente che quantitativamente.
Trebbiano toscano e malvasia di Candia, dai profumi di agrumi, pere e nocciole, bocca fresca e sapida, dinamica, davvero buonissimo.
La biennale Alto Adige Wine Summit in sole quattro edizioni è diventata una manifestazione di alto livello.
Trip advisor ne parla male, motivo in più per andarci. E infatti…