FIVI Toscana, è l’ora di battere un colpo!4 min read

Abbiamo ricevuto da Saverio Petrilli, vignaiolo da sempre impegnato in FIVI, questo accorato appello di partecipazione all’assemblea FIVI della prossima settimana in Toscana e che pubblichiamo con piacere.

Ciascuno di noi lo avverte: sono in corso cambiamenti epocali! Siamo tutti consapevoli delle difficoltà del momento e occorre attivarsi.

La FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, promuove e tutela la figura del Vignaiolo Indipendente, accreditata al Ministero e presente ai tavoli regionali. Il Consiglio Direttivo, composto da 15 Vignaioli volontari, non percepisce alcun compenso. Essendo i vignaioli stessi che si auto-rappresentano, la FIVI non è un’Associazione di Categoria, la FIVI è LA Categoria.

Dislocazione soci FIVI in Toscana. Contributo Google Maps

Personalmente non comprendo perché tanti Vignaioli toscani non siano soci della FIVI, così come non comprendo la scarsa partecipazione di chi è già socio. 
Non associarsi è un po’ come non controllare i vigneti e aspettare comunque l’uva in cantina.

Avendo contribuito alla sua nascita, vi racconto in poche parole la storia della FIVI, per farvi capire quanto conti l’associazione… e la vostra partecipazione!

Intorno al 2005, Slow Food, su richiesta di alcuni vignaioli oppressi dalla burocrazia, organizzò incontri liberi tra vignaioli italiani per condividere problemi e individuarne le cause. Nel 2007, a Montpellier, si tenne “Vignerons d’Europe”, un incontro tra Vignaioli europei. 

La data era significativa: nel 1907, i vignerons del sud della Francia si ribellarono contro sovrapproduzione e vini artefatti, che stavano causando perdita di reddito e povertà. Chiedevano leggi per difendere “les vins naturels”. I sindaci del Midi, per protesta contro il governo che rinviava le decisioni, si dimisero e furono arrestati. La popolazione protestò affinché venissero liberati, ma il governo inviò l’esercito che aprì il fuoco in diverse occasioni causando la morte e il ferimento di molti civili, compresi donne e bambini. Sentite queste notizie, il XVII reggimento abbandonò i propri quartieri e si unì ai loro fratelli. 

Vennero accolti festosamente, il vino certo non mancava.  

Grazie al sostegno popolare, l’ammutinamento si risolse nel dialogo. 

Mercato FIVI a Piacenza

Successivamente, Montehus compose una canzone sulle gesta del XVII, la presentò a un concorso di marce militari e vinse, tra il grande imbarazzo dello stato maggiore. Fu proprio quella la canzone che intonammo alle cene di Montpellier un secolo dopo.

Durante le conferenze si discusse di politica, burocrazia, viticoltura ed enologia, condividendo visioni e passione per il mestiere. Il segretario della commissione agricoltura UE ci suggerì di seguire la Strategy 2025 australiana, concentrando la produzione in pochi grandi gruppi. 

Per via della mia assidua frequentazione dell’Australia sapevo benissimo che il progetto dei 3 grandi gruppi australiani di conquista dei mercati era già fallito, ma educatamente aspettai la fine dell’intervento per controbatterlo. Il segretario però non me ne diede il tempo, appena terminato raccolse in gran fretta le sue cose e scomparve. 

Fu allora che promisi a me stesso: “Mai più zitti!!”

Nel 2008 nacque la FIVI, con circa 150 vignaioli da tutta Italia, tra cui grandi nomi come Charrère, Pieropan, Dipoli, Pojer e Bucci. Dedicarono tutti il loro tempo, la loro esperienza e la loro energia per una causa comune. Charrère, primo presidente, incanalò le energie ribelli verso le istituzioni, anziché contro, ottenendo il riconoscimento giuridico e una collaborazione con l’ICQRF.

Nel 2011, cinque Vignaioli redassero il Dossier Burocrazia a Modena, con punti critici e suggerimenti risolutivi, molti dei quali divennero legge, nonostante la mancanza di regolamenti applicativi. Semplificazioni come il DL n.9, che non sanziona gli errori formali, partirono da lì.

Sempre Nel 2011 nacque il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, perché sentivamo l’urgenza di far capire che dietro a ogni bottiglia c’è una persona. 

Fu la prima manifestazione dedicata al vino organizzata e gestita dai Vignaioli, per i Vignaioli. Dopo le prime due edizioni difficili, ha raggiunto un successo crescente con ricadute positive per tutto il settore.

Ecco perché è assolutamente importante che partecipiate a questa riunione toscana!

Per far sentire la vostra voce innanzitutto, ma anche per sostenere questo gruppo che si impegna per tutti noi.

Vignaioli Toscani, unitevi a questo incontro: il vostro contributo è essenziale!

E non scordatevi di portare una bottiglia di vino!

Chiamata a tutti Vignaioli Toscani

Giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 14.00

presso il Radisson Blu Hotel

Via Giovanni Agnelli, 33 – 50126 Firenze (FI)

Saverio Petrilli
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