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Salento Fiano IGT Alticelli 2015, Cantele
Bottiglie dimenticate che spuntano all’improvviso, pensate solo in acciaio per essere bevute subito, economiche, ma che regalano belle sorprese a chi è curioso.
Bottiglie dimenticate che spuntano all’improvviso, pensate solo in acciaio per essere bevute subito, economiche, ma che regalano belle sorprese a chi è curioso.
Se i miei calcoli sono giusti, Federico Graziani festeggia il mezzo secolo di vita quest’anno, ma dovremo moltiplicare la sua età per tutte le vite che ha vissuto .
Esprime frutta al naso ancora fresca, non ha cedimenti e suggestioni ossidative, la freschezza rilassa il naso ed accompagna la beva in modo appagante.
Perfetto sul più iconico dei piatti: spaghetti al pomodoro.
Fu questo il primo miracolo della “signora in rosso” come facilmente titolai sul Mattino dopo la prima intervista a Silvia Imparato.
Frutto integro e in equilibrio con il legno, ancora fresco, lungo nel finale, buonissimo.
Non pensiamo di essere snob, ma stavolta possiamo sembrarlo perché parliamo di una produzione di appena 300 bottiglie e di un’uva poco conosciuta fuori dall’ambiente, la Nocera.
La 2007, come è noto, è stata una vendemmia perfetta per gli enologi, calda ma ben equilibrata dalle piogge arrivate al momento giusto e la frutta è arrivata in cantina sana e croccante praticamente da Nord a Sud.
VINerdì IGP, un vino in 300 battute Questa è davvero una chicca inedita e devo citare colui a cui debbo questo assaggio: Federico Spagnuolo sommelier del ristorante Ineo a Roma. Chardonnay friulano da una piccola vigna: fresco, di corpo, di notevole piacevolezza al naso e al palato in piena corrispondenza fra loro. Una vera chicca.
Oramai è chiaro che il Fiano è un vino con un “allungo” notevole e Luicano Pignataro ce ne porta due esempi.