VINviaggio
“RibolliAMO” a Oslavia: un viaggio pieno di sorprese
Dopo anni che non parlo di vini macerati due articoli in pochi giorni potrebbero far pensare ad una folgorazione, magari non sulla via di Damasco ma su quella di Oslavia.
Dopo anni che non parlo di vini macerati due articoli in pochi giorni potrebbero far pensare ad una folgorazione, magari non sulla via di Damasco ma su quella di Oslavia.
Due vini che negli ultimi 20-30 anni sono cambiati seguendo l’uno le tracce dell’altro.
La storia di questo vino, racchiusa in 10 anni, può essere raccontata nell’adattamento del titolo di una famosa fiaba: la fiaba è La bella e la bestia ma questo Sauvignon potremmo definirlo “Da bestia a bella”
Dopo molto tempo che ci giravo largo, ho preso di petto il mondo di Oslavia e dei suoi macerati.
Creato da Vittorio Contini Bonacossi nel 1979, “pare sia” 80% di Sangiovese, 10% di Cabernet sauvignon e 10% di Canaiolo.
Il Cardinali che, senza offesa, dio l’abbia in gloria, a 88 anni suonati si è forse rotto le palle di rimmeterci vaini per permettere a noi di sentirci vivi, grazie ad un giornale che non era irriverente, era pazzamente scandaloso per i benpensanti, ma per i malpensanti era una boccata d’aria fresca (scansando qualche palata di merda).
Sono anni e anni che sentiamo dirci dai produttori che devono per forza fare i bianchi giovani perché il mercato li richiede, che i loro vini si esprimono benissimo subito. E invece…
La degustazione annuale delle varie denominazioni a base schiava in Alto Adige è sempre una di quelle che attendiamo con trepidazione.
Ammettetelo, pochi di voi considerano il Sangiovese romagnolo un vino capace di emozionare e, magari, di invecchiare. Niente di più sbagliato!
Per conoscere i vini e i produttori greci in una location comodissima, a pochi metri dalla stazione ferroviaria.