Ci voleva quasi un miracolo per mettere in bottiglia dei Barbaresco che potessero anche puntare ad invecchiare per un po’ di anni e pare proprio che il miracolo ci sia stato.
Siamo di fronte a due denominazioni quasi gemelle che ormai, assieme, riescono da qualche anno a mettere un po’ in crisi le vendite di “papà Barolo” e di “mamma Barbaresco”.
Iniziamo con la Barbera d’Alba la settimana dedicata ai vini di Langa. Dopo la Barbera d’Alba vi presenteremo i risultati e i commenti relativi al langhe Nebbiolo e al Nebbiolo d’Alba, a cui seguiranno quelli sul Barbaresco 2022 e poi sul Barolo 2021.
I rossi della Valle d’Aosta ci hanno realmente sorpreso e conquistato, sia con i vitigni autoctoni come petit rouge, picotendro (alias nebbiolo) fumin e cornalin, che soprattutto con vitigni internazionali come pinot nero e syrah.
Questo “trittico” di commenti, che comprende Chianti Classico, Chianti Classico Riserva e Gran Selezione dovrebbe essere letto tenendo presente quanto da noi scritto qualche giorno fa.
Nei nostri assaggi ilcinesi praticamente mai avevamo trovato Brunello Riserva così vivi, dinamici, con il legno che non copre o schiaccia ma integra, con aromaticità e corpo che ti fanno pensare a durate nel tempo importanti.
Lo sappiamo, siamo quelli che pubblicano i risultati di un’annata di Brunello a nemmeno un mese dalla presentazione della nuova e per molti siamo l’ultima ruota del carro ma…
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